Cresce la sfiducia in questa unione Europea

Nella Ue ci vuole la fiducia reciproca di stare condividendo uno spazio di norme sociali comune, di una progettare un futuro europeo fatto sì di differenze locali, ma di grande unità culturale, coesione sociale, solidarietà, e non di umiliazioni. Il diktat che “gli accordi devono basarsi sui fatti, non sulla fiducia” è incoerente, i fatti futuri sono probabilità influenzabili dal presente, non categorie assolute dello spirito (pagherà? non pagherà?). Impariamo dall'America che ha scelto di dare fiducia all'Iran e alla sua volontà di diventare un paese diverso (benché Obama per rassicurare l'opinione pubblica usi proprio la retorica opposta di un accordo «sui fatti e non sulla fiducia»). Un articolo di Andrea Goldstein e Gloria Origgi su Il Sole 24 Ore. 

A questa Ue non crede più nessuno

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Gli Stati Uniti d'Europa, una chimera

I Paesi membri dell'eurozona sono parte di un'unione dotata di sovranità, in linea con le intenzioni dei proponenti l'euro e con la proposta ribadita proprio l'altro giorno dal presidente francese Hollande. Di fatto, tuttavia, il coinvolgimento politico è già in atto quando il debito di un Paese membro entra in crisi per politiche imprudenti o per valutazioni del mercato finanziario internazionale, determinando la perdita della sovranità fiscale del Paese coinvolto. L'eurozona è l'entità sovrana e gli Stati membri quelli sub-sovrani, come le municipalità degli Stati Uniti. 
Dal punto di vista procedurale si tratta di individuare un mediatore nella figura di un'alta personalità a cui andrebbe affidato il compito di guidare il processo per sottrarlo alla politica degli Stati nazionali europei. Sotto questa legislazione gli Stati Uniti sono riusciti a fronteggiare centinaia di casi di dissesto finanziario e insolvenza conseguenti allo scoppio della crisi finanziaria del 2008, contenendone le conseguenze dirompenti e prevenendo possibili effetti domino su altre entità sovrane e sub-sovrane della Federazione. Esattamente ciò che l'Europa non ha saputo evitare. La nostra speranza è che finalmente si apra la mente per accogliere anche in Europa i principii di questa legislazione. Ue di Paolo Savona. Un articolo di Domenico Lombardi e Paolo Savona su Il Sole 24 Ore.

Grecia: gli errori dell'Europa

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Guerra euro-dollaro: si va verso la parità?

Nei prossimi 12 mesi la parità euro-dollaro diventa probabile secondo Thomas Sartain, gestore obbligazionario di Schroders: «Riteniamo che la parità tra euro e dollaro sia probabile nei prossimi 12 mesi. L'attuale ritracciamento del cross segnala una correzione di una posizione ben definita nel mercato. La realtà di uno scenario caratterizzato da tassi sui depositi negativi continuerà a sostenere le ragioni di chi rialloca i propri investimenti allontanandosi dalla moneta unica. La Fed sta segnalando che più in là nel 2015 darà avvio a una graduale normalizzazione della politica monetaria. Con il rafforzamento dell'economia a stelle e strisce nel secondo semestre dell'anno, probabilmente la parte breve della curva dei rendimenti americani inizierà a prezzare un maggiore premio al rischio, fenomeno che si accompagnerà a nuovi flussi di capitali sul dollaro».

Euro debole, dollaro forte, un aiuto per l'economia Ue

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