Devastanti le conseguenze della guerra in Siria

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La moderna guerra totale assomiglia tanto al caos dell’era pre-moderna in Europa. Oggi come allora alla radice c’è la totale assenza di una leadership internazionale in grado di mantenere in equilibrio i vari poteri. Né Washington, né Bruxelles hanno una visione chiara del futuro del Medio Oriente ed improvvisano a seconda di come gira il vento dell’opinione pubblica. Siamo passati dalla politica egemonica di Bush al soft-power di Obama ottenendo gli stessi disastrosi risultati. Ma anche gli europei hanno le loro responsabilità, se è vero che Berlusconi, Aznar e Blair hanno sottoscritto con entusiasmo la dottrina dell’attacco preventivo in Iraq, i politici attuali hanno seguito come fedeli cagnolini lo stile politico di Obama. Troppo presi delle perenni campagne elettorali hanno dimenticato l’importanza della politica estera per la pace nel mondo. Un articolo di Loretta Napoleoni su Il Fatto Quotidiano.

Medio Oriente in fiamme e l'Europa non sa che fare

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Renzi gioca alla guerra, l'Italia a rischio attentati

L'Europa non ha forze armate proprie, non ha una politica estera comune, quindi non è un soggetto attivo, ma dal punto di vista di soggetto passivo è fortemente sotto schiaffo. E l'Italia è anch'essa soggetto passivo. Potrebbe diventarlo ancora di più perché Roma è Roma. Le iniziative puramente figurative del nostro presidente del Consiglio valgono ben poco sul terreno ma possono - se passeranno in Parlamento - stimolare l'attuazione di attentati in un Paese che è la sede del Pontefice.. L'editoriale di Eugenio Scalfari su la Repubblica. 

Italia in guerra? Un seggio all'Onu vale così tanto?

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Italia in guerra? Chissà? Decide Matteo

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Il pasticcio mediorientale, dopo la caduta dei dittatori che ne governavano molti Paesi e garantivano una certa stabilità della zona, gioca a favore della Russia; che non è più l'Unione Sovietica, ma rimane la Russia di sempre, con i suoi interessi nazionali e planetari. Gli Stati Uniti hanno commesso l'errore di farle credere che fosse loro intenzione ingerirsi militarmente nella zona ai suoi confini. È stato un grave errore strategico. Obama ha rivelato di essere un pessimo presidente, ripristinando le condizioni della guerra fredda proprio quando non ce n'erano più i presupposti e un'intesa con Mosca in funzione anti-terroristica era utile. L'editoriale di Piero Ostellino su il Giornale.

Gli errori di Obama li pagherà l'Europa

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