La locomotiva d'Europa si ferma,altri guai per l'Italia

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Si parla molto ora in Europa, e in particolare in Italia dove la cosa avrebbe il gradito sapore di una vendetta, di una politica fiscale espansiva da parte di Berlino visto che le risorse finanziarie non mancano e il debito pubblico tedesco è al 61% del Pil, ma se ne parla assai meno in Germania. Molto più probabile una riduzione delle imposte, alle imprese soprattutto, e alle famiglie a reddito medio-basso e basso. Il commento di Mario Margiocco su Lettera 43.

La Germania in crisi, non è una bella notizia per l'Italia

 

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Anche la Germania della Merkel ha i suoi problemi

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Di tutto ha voglia la cancelliera Merkel, e con lei ancora la maggioranza della Cdu-Csu, piuttosto che di una deriva populista ed estremista in Germania. E tuttavia anche tra i conservatori si litiga e non si  intravedono nuovi leader. Sul fronte dei socialdemocratici è addirittura una Caporetto. A giugno Scholz aveva detto un no fondato categorico a rimpiazzare la dimissionaria Andrea Nahles alla presidenza della Spd («sono vice cancelliere e ministro delle Finanze, sarei totalmente inadeguato»). Ma si è dovuto ricredere per non voltare le spalle al partito: nessun altro esponente di peso si era nel frattempo fatto avanti, per prendere in mano la situazione disastrata dei socialdemocratici, in caduta libera al 13%. Chi si proponeva, come il vice capogruppo della Spd in parlamento Karl Lauterbach o la deputata ambientalista Nina Scheer, chiedeva disco verde a uscire dal governo di grandi intese. Come vuole ormai una sfilza di esponenti socialdemocratici e l’ala giovanile degli Jusos. Nonostante il cortocircuito di una crisi di governo sia un suicidio politico a ridosso delle imminenti e pericolose Regionali. Il commento di Barbara Ciolli su Lettera 43.

Elezioni in Germania, tremano la Merkel e i socialdemocratici

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