Il virus della stupidità ad oltranza

       A distanza di 75 dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il virus del fanatismo di parte non cessa di auto-alimentarsi. Intrecciato ora a quello di un altro rampollo, il Covid 19, il loro matrimonio può produrre effetti ancora più devastanti.

      La preannunciata esercitazione americana Defender Europe 20 e i bisticci e le acrimonie intorno all’evento sono paradigmatici. I legittimi interrogativi circa le motivazioni e i tempi dell’esercitazione vengono respinti da varie parti come fantasie complottiste ed esempi di anti-americanismo. Questa della faziosità non è una malattia nuova (vedi Guelfi e Ghibellini di antica memoria). A parte il déjà vu, l’acrimonia nasconde tuttavia una curiosa miopia le cui radici superano anche le comprensibili ma comunque fatali ignoranze individuali e riguardano il riassetto del mondo dopo il tracollo dell’Impero Britannico. Per intendere adeguatamente questo prurito difensivo in un momento così delicato come quello attuale bisognerà fare alcuni passi indietro.

      Sfugge ai più che il mondo pre-1939 era ben diverso da quello attuale e che era ancora la Gran Bretagna il protagonista dello scenario strategico mondiale. Piccolo particolare: non vi era “Guerra Fredda”. La Russia sovietica era troppo occupata a organizzare i suoi laboratori marxisti e le sue purghe interne. Ci vollero le isteriche cupidigie slave di un Hitler, la forsennata idiozia e criminale persecuzione degli Ebrei e le perorazioni di un guerrafondaio come Winston Churchill – oltre alla Polonia, era l’Impero britannico ad essere in pericolo - per trascinare gli Americani in guerra. Nel frattempo, i Giapponesi fecero il colossale errore di attaccare proditoriamente Pearl Harbour, regalando su un piatto d’oro a Roosevelt la giustificazione emotiva per dichiarare guerra al Giappone.

      Il resto è noto: la Germania nazista e il Giappone sono sconfitti, la Gran Bretagna perde definitivamente un impero già traballante e, evento epocale, l’America si istalla “fisicamente”, oltre che in Giappone, anche in Europa (con una mantellina NATO). Già: non contenti di aver essi stessi cinicamente (o stupidamente?) aiutato e rafforzato uno Stalin in tempi di guerra, si erano poi accorti infatti che la Russia sovietica era una minaccia. Rimane un mistero come non se ne fossero accorti prima.

      Nel frattempo, ripresasi definitivamente dalla crisi del 1929 grazie alle gigantesche produzioni militari, la macchina da guerra americana non poteva più fermarsi, col risultato che il Military Industrial Complex, già visto con perplessità e inquietudine dallo stesso Eisenhower, ha continuato per decenni ad estendere le sue attività grazie anche al martellamento ideologico di intere generazioni. Non a caso, il termine “patriot” è uno degli slogans bi-partisan più inossidabili dello scenario politico americano. Solo inculcando ossessivamente nel cervello dei cittadini lo spettro del “nemico” è possibile giustificare l’astronomico budget militare statunitense. Ora, questo famigerato nemico continua ad essere la Russia, vista di malocchio fin dai tempi di Napoleone. Pretendere che Putin sia un esempio di savio e benevolente reggitore di popolo sarebbe come considerare le cavallette come graziosi animaletti. Ergo, anche lui va preso con le pinze. Se però ciò è vero, che mai lezioni di moralità possono venire dai suoi avversari d’oltre Atlantico, stretti partner di regimi intolleranti come l’Arabia Saudita o il Pakistan e che ancora occupano il Giappone e la Germania, sia pure larvatamente? L’Arabia Saudita, oltre a fare a pezzi, impunita, un suo cittadino a Istanbul, non sta forse facendo scempio di folle di Yemeniti e il Pakistan non è all’avanguardia nelle tristi persecuzioni religiose e nella violenza verso le donne? Difficile dimenticare queste vergognose connivenze.

      La premessa serviva solo a sottolineare un fatto trascurato grazie alla pigrizia mentale, indifferenza e ignoranza delle folle ormai pateticamente intorpidite e omologate: oltre al mito americano della democrazia e della parità dei diritti, entrambi smentiti già dal trattamento riservato a tanti Negri americani e dalle incertezze sanitarie – un’appendicite costa solo 45.000 dollari! -  vi è anche quello della necessità della NATO, con i suoi parafernalia, esercitazioni, basi militari, arsenali e continue eccitazioni anti-nemico. In realtà, l’esistenza di quest’ultima, si spiega solo grazie alla pavidità e remissività con cui gli Stati europei accettano un tacito vassallaggio militare americano (e Canadese!) anziché potenziarsi con fermezza ma autonomamente nei confronti di eventuali disegni espansivi della Russia. Purtroppo, non è così. Neanche i relitti del  mondo antico sono così invecchiati e datati come la presenza di questa furbesca e ormai sempre più pretestuosa istituzione.

      Per completare il quadro, molti dimenticano o ignorano che una buona parte dei morti durante la prima guerra mondiale non fu dovuta ai gas o ai proiettili ma a un antenato del Covid 19: la falcidiante Spagnola. E’ stato ancora dimenticato o volutamente oscurato che gli Stati Uniti, anche se già dal marzo del 1918  molte reclute  in campi di addestramento avevano iniziato ad essere contagiate dal virus, continuarono comunque a spedire interi convogli di truppe sul fronte europeo. Mentre molti soldati perirono già durante il viaggio, fra coloro che arrivarono in Europa vi fu ovviamente chi contribuì a disseminare il bacillo o ne fu a sua volta infettato. Tutto ciò è ampiamente documentato e non fa quindi parte delle incriminate teorie della cospirazione. In altre parole, l’ecatombe anche epidemica della prima guerra mondiale fu stimolata dai movimenti di truppe dall’Atlantico e nel Continente europeo.

      Ritornando ora a Defender Europe, una serie di analogie e di eventi e comportamenti  contrastanti e paradossali ne confermano l’irrimediabile stoltezza.

      I soldati dell’esercitazione arriveranno dagli USA, luogo dove il Covid 19 si sta espandendo in maniera esponenziale. Interrogato in proposito dal Congresso a Washington, Anthony Fauci, probabilmente il massimo esperto americano di malattie infettive, ha dichiarato che il sistema sanitario americano non è attrezzato ("is not geared") per contenere contagi ed effettuare massicci tests, così come hanno fatto altri Paesi e che insomma ha fallito ("has failed").

       D’altra parte, lo stato maggiore di U. S. Army Europe assicura che sta monitorando da vicino (“closely monitoring”) il Covid 19. Se il massimo esperto americano afferma che gli USA sono deficienti nel test del Covid 19, come fanno dei Generali ad essere così fiduciosi sui risultati del loro “monitoraggio”?  Ovvero, così come fecero durante la prima guerra mondiale, gli USA stanno inviando truppe in Europa, già afflitta dall’epidemia, senza sapere esattamente chi è in stato di contagio, checchè ne dicano i Generali. Per colmo di feroce ironia, casi di Covid 19 sono stati registrati questi giorni negli Headquarters della NATO in Belgio. Inoltre, lo stesso comandante delle forze americane in Europa, Generale Christopher Cavoli, è in quarantena per sospetto contagio.

      Nel frattempo, con una incoerenza che rasenta la schizofrenia,  senza consultarsi preventivamente con i suoi famigerati alleati (quelli della NATO!), il Presidente americano ha annunciato il divieto di tutti i voli dall’Europa verso gli USA, con l’eccezione di quelli provenienti dalla Gran Bretagna. La motivazione sarebbe la protezione dal contagio europeo, ma sorvola sul fatto che il virus è già verosimilmente diffuso in America da mesi, con numeri che nessuno conosce,  vista l’assenza di tests capillari sulla popolazione. C’è poi da chiedersi in base a quale logica gli Inglesi siano esenti dal provvedimento. Il numero due dei servizi sanitari inglesi prevede infatti uno scoppio di contagi in Gran Bretagna nelle prossime settimane.

      Ricapitolando e aggiungendo: il Premier tedesco prevede che il 75% dei Tedeschi sarà contagiato; il virus dilaga in tutti i Paesi europei; il Primo Ministro italiano paralizza e sigilla letteralmente l’Italia intera; non è escluso che Francia e Spagna presto facciano altrettanto.

      In una situazione come questa, almeno 20.000 o 30.000 soldati arriveranno e dilagheranno in Europa senza, si prevede, tutte le restrizioni, controlli e limitazioni imposte ai cittadini europei e senza sapere se e quanti di costoro non siano già portatori di contagio.

      Si può immaginare uno scenario più surreale e contradditorio e una decisione più scervellata e criminale?

 Antonello Catani - 13 marzo 2020