L’Italia che non cambia. Ci prova, buon ultimo, Renzi

L’Italia non cambia. Sembra il suo funereo destino. Ci sta provando Renzi, il rottamatore fiorentino.  Ci ha provato Silvio Berlusconi nel 2006 con risultati non entusiastici. Con la devolution, la riforma costituzionale proposta dall’allora governo, la maggioranza di centrodestra ha forzato un po’ troppo la mano ed il eonseguente referendum ha decretato il fallimento dell’iniziativa divisiva. Sì, perché leggi così importanti e fondamentali non possono (non debbono) essere approvate con numeri esangui o con voti di fiducia. Per chi se lo fosse dimenticato il ricorso al voto di fiducia su di un provvedimento legislativo è indicatore delle difficoltà dell’esecutivo. Ponendo la questione di fiducia, infatti, vanno a cadere tutti gli emendamenti. Se la legge contiene astrusità (ed è accaduto di sovente), ebbene queste fanno parte del pacchetto ingoiato dai parlamentari chiamati al voto. Questo ha ben poco a che fare con la democrazia. L’iniziativa di Matteo Renzi corre il rischio di fare il medesimo naufragio quando i autunno gli italiani saranno chiamati a confermare la bontà del progetto governativo. In altre circostanze si è suggerita un’altra via da seguire, l’assemblea costituente. Eetto con suffragio universale. Renzi ha voluto fare di testa sua. Non ha ascoltato alcun consiglio e ne pagherà lo scotto. I politici promettono

Marco Ilapi – 18 aprile 2016