Ci si indebita sempre di più, il male degli italiani

Ogni fenomeno finanziario è a somma zero, c’è chi vince e c’e’ chi perde. Qui a perderci c’è solo il consumatore. Il cittadino non chiede credito per produrre ricchezza ma per consumare, quindi non c’è un investimento ma un pegno, un vincolo sulle entrate future, vendono il loro futuro a chi gli fa credito. Immaginatevi a vendere le vostre future ore di lavoro per acquistare un televisore, è così. Conosco gente che paga rete mensili uguali o superiori al proprio stipendio, altri che vogliono rimodulare i loro debiti perché non riescono a sostenerli. Queste persone sono schiavi, schiavi per un televisore. Il commento di Vincenzo Imperatore su Lettera 43.

Non ci si deve indebitare per andare in vacanza

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Perchè non introdurre il reato di avidità?

In questi giorni abbiamo sentito parlare di Alex Fodde, giovane svizzero che si fingeva broker ed è accusato di truffa aggravata, abusiva attività finanziaria e autoriciclaggio. Alex prometteva ai risparmiatori grandi guadagni a “rischio zero” presentandosi come l’uomo che aveva un fondo investimenti da 850 milioni di euro. In circa tre anni ha ottenuto grazie alla truffa 3,5 milioni di euro. Ora la sua avventura è finita, perché è stato arrestato. Il ragazzo ha sbagliato e pagherà, di truffatori è pieno il mondo. A farmi rabbia, però, è chi – in determinati casi – parla di truffati e chi senza vergogna si definisce truffato. Io molti di quei “truffati” li arresterei, condannati magari a sei mesi per reato di avidità. Li punirei, punirei quella fame. Perché è chiaro che, tenendo presente l’equazione di prima, i soggetti in questione più che da Alex sono stati truffati dalla loro stessa brama. Un intervento di Vincenzo Imperatore sul sito Lettera43.

Quei risparmiatori ingannati da consulenti manipolatori

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Il debito pubblico del Belpaese riguarda tutti

Il debito pubblico è il dramma dell’Italia, forse di tutta l’Europa. Al giorno d’oggi questo può essere finanziato solo dalle banche perché i risparmiatori non se lo comprano più. Finanziando il debito pubblico le banche forniscono una stampella allo Stato, un aiutino. Il governo finanzia il proprio debito (non gratuitamente), le banche si guadagnano la simpatia del governo. Senza uscire dal tema, possiamo affermare che questi favori delle banche spiegano anche qualche svista degli organi di controllo sui numeri di bilancio di quest’ultime o su alcune procedure. Ma comunque le banche, tutte le banche, se potessero, eviterebbero di comprare debito pubblico. Come ha deciso di fare, saggiamente, Unicredit guidata da monsieur Jean Pierre Mustier che non ha nessun vincolo con il nostro Paese e che, se potesse, consegnerebbe domattina la banca in mano ai francesi. Il commento di Vincenzo Imperatore sul sito Lettera 43. 

Il dramma dell'Italia è il suo immenso debito pubblico

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