Rutte minaccia lo stop al Recovery fund

  • Pubblicato in Esteri

Mark Rutte torna alla carica sul recovery fund. Ora il premier olandese, capofila dell’offensiva dei paesi frugali contro il ‘Next generation Eu’, minaccia di bloccare il piano anti-crisi nel Parlamento de L’Aja se non verrà migliorata la parte di condizionalità legata allo stato di diritto. Oggi, nella riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri, l’Olanda ha votato no sulla mediazione italo-tedesca sullo stato di diritto, esattamente come hanno fatto gli altri frugali (Finlandia, Danimarca, Austria) e anche Polonia e Ungheria. I primi la ritengono troppo blanda, i secondi troppo severa. Contrari anche Belgio e Lussemburgo. La proposta è passata a maggioranza qualificata, ma, avvertono fonti olandesi, se rimarrà tale, l’Olanda bloccherà l’erogazione dei fondi. Il commento di Angela Mauro su Huffington Post.

ll rischio di ritardare l’erogazione del recovery fund si fa sempre più concreto

Leggi tutto...

Parole, parole, parole del governo Conte. E i fatti?

Sulla gestione dei fondi che arriveranno dall’Europa siamo ancora all’anno zero, nel senso che finito il lockdown ci sono stati i risultati dei lavori della commissione Colao e gli Stati generali dell’economia, ma al di là di titoli e slogan non si è capito cosa il Governo intenda fare. Si parla anche di creare una commissione bicamerale o due monocamerali, ma il Parlamento avrebbe solo un potere di indirizzo e non di gestione dei fondi, che sarebbe in ogni caso in capo all’esecutivo, all’interno del quale è in atto un braccio di ferro su questo tema. I tempi però stringono, perché a metà ottobre andrà presentato il Recovery plan nazionale. Guido Gentili su Il Sussidiario.

Le fibrillazioni nell'esecutivo non lasciano trasparire niente di buono

Leggi tutto...

L'Unione Europea ha capito che deve cambiare registro

L’Europa ha saputo reagire a una sfida drammatica, ma il momento in cui dovrà decidere se diventare politicamente più integrata - con chi ci sta - o continuare sulla via di una razionalizzazione di mercato controllata dai governi, non è eludibile all’infinito. La Conferenza sul futuro dell’Europa voluta da Macron è come un fiume carsico, che appare e scompare, ma è il luogo giusto dove cominciare a farlo. La crisi ha dimostrato quanto la dimensione comunitaria sia fondamentale per l’Italia, aldilà delle ubbie sovraniste; chiedere a un governo diviso su tutto di farsi parte attiva di una riflessione che ci tocca direttamente sarebbe troppo, ma ascoltare seriamente dovrebbe essere possibile. Il commento dell'ambasciatore Antonio Armellini su Huffington Post.

"Ragazzi rinchiusi nel Palazzo serve, eccome!"

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS