Le agenzie di rating nell'occhio del ciclone

È ingenuo pensare che i rating possano riflettere solo informazioni oggettive e dati di fatto. Quel che deve preoccupare di più è che la crescente polarizzazione politica a cui si assiste in molti paesi possa riflettersi anche in giudizi così divergenti da rendere poco credibile e sostanzialmente privo di efficacia il ruolo delle agenzie di rating. Il commento di Fausto Panunzi su La Voce.

I dubbi sui giudizi delle agenzie di rating

Leggi tutto...

Quelle banche d'affari che affossano l'Italia

Un esborso miliardario dalle casse dello Stato italiano che forse avrebbe potuto essere evitato o limitato e intrecci azionari che fanno sorgere diversi interrogativi. Dalle carte del processo contro le agenzie di rating Standard & Poor’s e Fitch in corso a Trani, anticipate in parte dal Corriere della Sera, emergono particolari imbarazzanti per il ministero dell’Economia. I documenti aggiuntivi depositati dal pm Michele Ruggiero in vista dell’udienza del 5 marzo evidenziano infatti che all’inizio del 2012, dopo che S&P aveva declassato il rating della Penisola con una mossa finita al centro dell’inchiesta per manipolazione del mercato, l’Italia pagò oltre 2,5 miliardi di euro a Morgan Stanley in attuazione della clausola di risoluzione anticipata di un derivato. Circostanza peraltro già nota: la banca d’affari statunitense, troppo esposta nei confronti di Roma, fece appello a un codicillo che le consentiva di chiudere anzitempo il contratto sottoscritto nel 1994 con il Tesoro, facendosi restituire l’intero valore di mercato della posizione. Che in quella fase era particolarmente alto proprio in seguito alla debolezza finanziaria dell’Italia. Un articolo su il Fatto Quotidiano.

Gli errori di Padoan costano cari all'Italia

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS