Italia, di nuovo in stagnazione, è allarme per Palazzo Chigi

I numeri sbugiardano le mirablanti previsioni super ottimistiche di Palazzo Chigi (ndr). Comunque li si guardi, dicono la stessa cosa: la crescita misurata è zero a 360 gradi, rispetto al trimestre precedente ma anche rispetto a un anno fa (confrontando il secondo trimestre 2019 con lo stesso trimestre del 2018). Zero è anche la crescita della domanda interna (consumi delle famiglie, investimenti aziendali e spesa delle pubbliche amministrazioni) così come della domanda estera netta (cioè delle esportazioni al netto delle importazioni). E a zero secondo l’Istat è anche la cosiddetta crescita acquisita, cioè la crescita che si otterrebbe in tutto il 2019 se nel terzo e quarto trimestre 2019 la crescita trimestrale fosse pari a zero. I commento dell'economista Francesco Daveri su La Voce.

Il 2019 dipinto come anno bellissimo? Da Conte... La realtà è diversa, molto

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E' allarme debito pubblico, continua a crescere

Sin quando il Pil nominale crescerà meno del costo medio del debito, il rapporto debito-Pil potrà solo aumentare. E con esso il rischio di attacchi speculativi al nostro debito pubblico. E quello che, presto o tardi, un nuovo Monti (ad esempio un Cottarelli o un Draghi) giungerà con la mannaia di un inasprimento patrimoniale per compensare debito pubblico e ricchezza privata e tirare avanti ancora per un po', mentre gli autori del crack si sfileranno dai riflettori, sempre tuttavia pronti a latrare dalla confortevole opposizione contro il nuovo servo di Bruxelles che impoverisce l'Italia. Le riflessioni di Andrea Gorga e Carlo Valdes sul sito Phastidio.

Il moloch del debito, il problema numero uno

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Il governo giallo-verde sfida Juncker e Moscovici

L’annuncio del governo di un deficit al 2,4% per i prossimi tre anni è fondato su previsioni di crescita irrealistiche, che implicano un deficit ben più alto. Ciò ha fatto bruciare alla Borsa di Milano 22 miliardi (l’1,27% del Pil) di capitalizzazione in un solo giorno. Ma per Di Maio la colpa è dei media, dell'opposizione, e delle istituzioni europee che criticano l'assurda politica fiscale del governo. Ma gli investitori – cui ogni anno chiediamo 400 miliardi di prestiti, come ha ricordato il Governatore della Banca d'Italia – reagiscono per tutelare i propri risparmi. Le Agenzie di rating aspettano la manovra di bilancio per decidere se declassare il rating del debito sovrano italiano. Il commento di Roberto Castaldi sul Messaggero Veneto.

Di Maio e Salvini contro la Costituzione

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