Ricchezza italiana nei paradisi fiscali

Le ricchezze italiane nascoste. Espressi in dollari, i miliardi portati dagli italiani nei centri offshore erano pari a 216,9 miliardi nel 2001, per scendere leggermente via via con gli anni. Una nuova impennata a 167,1 miliardi di dollari si è registrata nel 2013 ma l'importo è sceso nuovamente negli anni successivi fino a toccare i 163,4 miliardi di dollari nel 2015 e i 149,8 miliardi nel 2016 (che corrispondono ai 142 miliardi espressi in euro). Il commento di Roberto Galullo su Il Sole 24 Ore.

L'evasione fiscale, un male per il Belpaese

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Molteplici le cause della burrasca finanziaria di inizi d'anno

Le ragioni della grande volatilità dei mercati finanziari sono molteplici: oltre al rallentamento tendenziale ed inevitabile dell’economia cinese, c’è anche l’aumento dei tassi d’interesse negli Stati Uniti con le aspettative di una stretta ulteriore della politica monetaria di quel Paese. Dal mese di agosto i flussi di capitale in uscita dalla Cina hanno determinato una svalutazione sul mercato internazionale (offshore, quello non regolato), di quasi l’8 per cento. Il mercato interno (onshore, regolato dalle autorità) ha solo seguito questa dinamica. Tuttavia la svalutazione di questi giorni ha creato panico. In realtà, l’aggiustamento era inevitabile. L'editoriale di Lucrezia Reichlin sul Corriere della Sera.

La Cina non è la responsabile dell'instabilità dei mercati

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