Le poco comprensibili contorsioni della politica italica

Se è arrivato Draghi è essenzialmente per il terrore risaputo e internazionale che l’Italia contiana si scialacquasse i soldini del recovery per qualche rammendo e qualche pagnottella, mentre tocca usarli per immaginare e progettare il mondo di domani. (...) Le contorsioni del Pd zingarettiano: No alla riduzione dei parlamentari / sì alla riduzione dei parlamentari / sì alla riduzione dei parlamentari ma con la riforma proporzionale della legge elettorale sennò la Costituzione è in pericolo / sì alle elezioni anche con la vecchia legge elettorale sebbene la Costituzione sia in pericolo / o Conte o voto / né Conte né voto, ok a Draghi / vocazione maggioritaria, niente proporzionale. Il commento di Mattia Feltri su Huffington Post.

I politici sono da bar sport, ma non è che noi siamo meglio!

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La golden share della Lega sul governo Draghi

Per effetto del caos grillino, Matteo Salvini si ritrova in mano la pistola con cui non adesso, ma al momento buono, potrebbe far fuori il governo di SuperMario (...) Nato l'appello presidenziale del 2 febbraio per un governo senza perimetro, senza formule politiche, senza maggioranze precostituite, senza nulla di tutto ciò che avrebbe tagliato fuori la Lega. Non un regalo ai sovranisti, ma una realistica presa d'atto che il mondo gira così. Il commento di Ugo Magri su Huffington Post..

Draghi deve cercare di convivere con la Lega

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Nascerà un tripolarismo con socialisti, popolari e liberali?

Si sta marciando verso un sistema tripolare? È questo che si sta costruendo dietro il palcoscenico della politica? Può darsi che l’esito dell’ennesimo capitolo della storia italiana sarà una tendenziale tripartizione che all’incirca ricalcherà lo schema delle grandi famiglie europee: socialista, popolare, liberale. Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

La politica italiana intravede un rimescolamento delle carte

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