A Palazzo Chigi si invoca lo stato di eccezione

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è figura più rassicurante di Matteo Salvini, da ogni possibile punto di vista, ma resta la questione del precedente, resta la questione di principio (nel metodo e nel merito) e resta la questione politica, che va al di là della pur importante discussione sull’emendamento e sulla necessità di eventuali, ulteriori correzioni di rotta. Il punto decisivo non richiede particolari approfondimenti tecnici. Semplicemente, fornire di continuo a Salvini e Meloni fondati argomenti per accusare il governo di comprimere le prerogative del Parlamento e dell’opposizione non appare il modo migliore di difendere la democrazia italiana dalla minaccia rappresentata da un’eventuale vittoria elettorale di Salvini e Meloni. Il commento di Francesco Cundari su Linkiesta.

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Chi vuole consegnare le chiavi di Palazzo Chigi a Salvini?

Nicola Zingaretti dice che «stiamo regalando mezza Italia a Salvini» e conferma che i leader politici che usano il plurale maiestatis, il Royal We degli inglesi, sono sempre da apprezzare perché dissimulando distacco in realtà raccontano la verità. Chi ha già regalato l’Italia a Salvini è il governo Conte: il governo Conte uno guidato da Salvini e il governo Conte due che per paura di Salvini mantiene i provvedimenti del Conte uno a guida Salvini. Non risulta, infatti, che il governo Conte due, di cui il Partito democratico di Zingaretti è socio accomodante, abbia cancellato i decreti di sicurezza di Salvini né che abbia abrogato la principale misura economica di Salvini, quota cento, né che abbia accompagnato alla porta il presidente Rai in quota cene sataniche di Hillary Clinton e nemmeno che abbia cambiato il Tg2 tendenza Putin. Il commento di Christian Rocca su Linkiesta.

"Caro Zingaretti, con la vostra inazione, state consegnando il governo al centrodestra!"

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Palazzo Chigi, l'ipocrisia al potere

L’esibizione del Partito democratico negli ultimi giorni, davanti alle intercettazioni pubblicate dalla Verità, è stata più piccina che esecrabile. Insomma, saltano fuori membri togati del Csm (il sacro luogo dell’autogoverno della magistratura) impegnati a riconoscere le ragioni di Matteo Salvini indagato in Sicilia per gli sbarchi negati, e tuttavia a dargli pubblicamente addosso per convenienza politica (...) Non è il caso, dopo tre decenni a nascondersi dietro un irrisolto senso di superiorità, intellettuale e morale, e a giocarsi le inchieste di procura per degradare l'avversario non sapendo innalzare sé, di mettersi a fare un po' di normale, semplice, dignitosa politica, per quanto si può? Il commento di Mattia Feltri su Huffington Post.

Le grida manzoniane di tutti: riforme per l'Italia, ma chi le deve fare?

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