Draghi è tranquillo, i partiti no, meno che mai il Pd!

In poche settimane, grazie al favoloso innesco della crisi del Conte due, siamo passati dall’alleanza di governo tra il Pd sottomesso agli analfabetismi democratici dei Cinquestelle e il leader fortissimo di tutti i progressisti, all’immagine di Conte dietro un tavolino da tarocchi a Chigi, come lo chiama Casalino, ai Cinquestelle scissi, alla destra spaccata, alla sinistra di LeU di lotta e di governo, a Zingaretti, appunto, costretto a dimettersi e non importa se sembrano dimissioni al modo di quei personaggi che nelle commedie all’italiana si assicurano che qualcuno li tenga e poi gridano «tenetemi se no l’ammazzo». Il commento di Christian Rocca su Linkiesta.

I partiti hanno l'occasione d'oro per autoriformarsi

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Tutti i partiti con le ossa rotte, tranne uno

Sarà un governo anche dei partiti, non solo tecnico, quello che inizia il suo corso alle Camere questa settimana, ma i partiti, chi più chi meno, tranne uno, escono con le ossa rotte dalle vicende che hanno portato al suo insediamento. Le convulsioni del Movimento Cinque Stelle sono fin troppo evidenti, documentate, esplicite persino. Il commento di Corrado Ocone su Formiche.

Il duo Mattarella-Draghi ha messo alla porta i partiti

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Il bullo Renzi ha salvato per la seconda volta l’Italia

Sarà antipatico, sarà insopportabile, sarà inaffidabile, ma Matteo Renzi ha salvato l’Italia per la seconda volta in un anno e mezzo, prima impedendo a Matteo Salvini di prendere i pieni poteri, lasciandogli prendere un mojito ben ghiacciato al Papeete, e poi abbattendo il secondo peggior governo della storia repubblicana, il Conte due, secondo soltanto al Conte uno, ma sempre con Rocco Casalino e la sua propaganda da quattro soldi. Il commento di Christian Rocca su Linkiesta.

Secondo molti (del Pd e del M5S) Renzi ha salvato il Paese dal disastro

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