Italia in ritardo sulle riforme, ecco perché non cresce

Il governo italiano è di nuovo in grosse difficoltà. Il ritorno della recessione e l’analisi del presidente della Bce, non sono una condanna senza appello per Renzi, ma un ammonimento. Potrebbero essere un’opportunità per ridefinire priorità e urgenze e per assumere un approccio più solido alla Ue. Se la scelta di iniziare il cammino riformista con l’abolizione del Senato e non con interventi strutturali sull'economia ha probabilmente determinato una tempistica avventata. Ora si tratta di mettere sul tavolo impegni precisi e tempi certi per realizzare riforme come quelle indicate da Draghi. Così Danilo Taino sul Corriere della Sera.

Draghi tira le orecchie a Renzi

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Devono cambiare ruolo Bce e Stati sovrani

L'Unione europea è un mix affatto unico: è un sistema economico ancora inefficiente, con una politica monetaria ancora sufficientemente efficace, ma solo perché gestita da una banca centrale indipendente. Il sistema è inefficiente perché l'integrazione europea non ha ancora toccato in maniera compiuta e profonda tutti i settori e tutte le nazioni. Per cui l'integrazione ha dato i suoi frutti con il Mercato unico dei beni e delle persone, ha aggiunto un architrave importante con una moneta unica gestita dalla Bce, ma tutto il resto è ancora frammentato ed eterogeneo. L'instabilità è dietro l'angolo. E' apparso in tutta evidenza durante la Grande crisi. L'inefficienza complessiva del sistema ha minato il funzionamento delle parti integrate: ne hanno sofferto gli scambi reali e finanziari, l'efficacia della politica monetaria, anzi la stessa esistenza dell'euro è stata nei momenti più delicati posta in discussione. La politica della Bce è riuscita a evitare l'avvitamento totale dell'Unione grazie al "whatever it takes" di Draghi. Così Donato Masciandaro su Il Sole 24 Ore

Abbiamo un'Europa incompiuta

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Se l'Ue si salva il merito sarà della Bce

L'avvio, a partire da settembre, del programma di prestiti illimitati a 4 anni solo alle banche che prestano soldi al settore privato significa non soltanto che i tassi di interesse resteranno bassi ancora a lungo, ma anche che le banche saranno costrette ad allentare i cordoni della borsa se vogliono continuare a prelevare denaro allo sportello della Banca centrale europea.Così Alessandro Plateroti su Il Sole 24 Ore.

Senza gli interventi di Draghi, Europa in panne

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