Problemi per l'Italia dalla Bce targata Lagarde?

Il mandato di Mario Draghi alla Banca Centrale Europea (Bce) è al termine e cresce l’attacco alla linea espressa nel famoso «Whatever it takes». Sul Financial Times (4 Ottobre) Oliver Baete, Ceo della compagnia Allianz, attacca Draghi; nega la sua indipendenza, così affermandone la dipendenza, certo dai politici. Per lui Draghi vuol evitare a certi Paesi (Italia in primis, si presume), le dure decisioni altrimenti obbligate. Le critiche peserebbero più se non venissero da chi ha perso la gara per succedere a Draghi e non volessero intimidire chi gli succederà, Christine Lagarde. Il presidente della Deutsche Bundesbank Jens Weidmann, davanti alla propria Corte Costituzionale attaccò una decisione del Consiglio dei Governatori, di cui fa parte. Ora, in un’intervista alla Bild data subito dopo che essa ha ritratto Draghi a mò di Dracula che succhia il sangue dei risparmiatori tedeschi, egli lamenta i danni da loro subiti perché Draghi ha abusato del mandato. Farlo ove si parla di sangue tedesco stona a orecchi anziani, ma c’è ben altro. Il commento di Salvatore Bragantini sul Corriere della Sera.

Bce, Draghi lascia, la Lagarde sotto attacco

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La paura sta attanagliando l'Europa

Le misure annunciate dalla Banca centrale europea (Bce) giovedì danno un segnale fermo ai mercati. Confermano che l’istituto di Francoforte rimane impegnato a rispettare il suo obbiettivo di inflazione vicino, sebbene al di sotto, del 2% nel medio periodo. A luglio l’inflazione era data all’1.1% per il 2019, bene al di sotto del target. Se la Bce non si fosse mossa, il mercato l’avrebbe interpretato come un segnale che l’1% è tollerato, e avrebbe aggiustato le aspettative di conseguenza. Perché è così importante questo segnale?  Il commento di Lucrezia Riechlin sul Corriere della Sera.

L'Europa cerca se stessa. Ci riuscira?

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Crisi di governo, in soccorso Mario Draghi

Prima di sapere se il presidente della Bce, in uscita ad ottobre, potrebbe essere disponibile a un tale incarico - e chi lo conosce bene sa che lo rifugge nella maniera più assoluta e solo un forte pressing del Colle potrebbe fargli cambiare idea - c’è da chiedersi però perché gli eredi del Partito Comunista e della Democrazia Cristiana, siano sempre alla ricerca di un papa straniero. Come se loro, oltre a non intercettare più le esigenze dell’elettorato di riferimento, non fossero nemmeno in grado di capire le istanze della società. Eppure il programma da affrontare con un Governo di legislatura, che nasca per evitare l’immediato ricorso alle urne, è abbastanza chiaro. Il commento di Roberto Sommella su Huffington Post.

Grazie a Mario (non Monti) Draghi se i mercati non ci affossano

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