Introdurre una carbon tax a livello globale?

L’avvento di una carbon tax farebbe emergere l’elevato livello di “internalizzazione” già in atto per via fiscale nel settore – un livello molto più alto rispetto ad altri settori inquinanti (vedi Oecd e lo studio Fmi), alcuni dei quali addirittura sussidiati, come l’agricoltura. Ma sarebbe anche una straordinaria occasione per accelerare lo sviluppo di mezzi di trasporto meno inquinanti. L’obiettivo primario dovrebbe essere rivolto alle esportazioni, in un mercato internazionale che genererà una domanda assai più elevata di tali mezzi, soprattutto ovviamente quelli che possono essere interamente pagati dagli utenti, senza la necessità di intervenire con ulteriori risorse pubbliche. Il commento dell'ing. Marco Ponti su La Voce.

Giunta l'ora della Carbon Tax

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Grandi opere ok, briciole per la difesa del territorio

Un anno fa il governo Renzi annunciò che avrebbe spostato l'asse degli interventi sui piccoli cantieri, più facilmente realizzabili e in molti casi anche più utili dei maxi-progetti. "Focalizzarsi sulle grandi opere - spiegò il ministro Delrio - ci ha portato in 14 anni di legge-obiettivo a stanziare 285 miliardi per vederne impiegati soltanto 23, appena l'8%". "Opere utili, snelle e condivise", è lo slogan del Def 2016. Ma le grandi opere, pur dimezzate nel novero di quelle prioritarie, sono rimaste, soprattutto quelle ferroviarie di valico, prolungamento dei corridoi europei, e quelle per l'alta velocità al Sud. A queste, almeno nelle intenzioni di Renzi, si aggiungerà anche la madre di tutte le infrastrutture: il Ponte sullo Stretto. L'articolo di Marco Ruffolo su la Repubblica.

Renzi ama la grandi opere come la Tav, trascura i bisogni del territorio

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