Italia nei guai, anche Germania e Francia possono cadere

Ci risiamo. Si confida nei mercati e nei nodi economici per cambiare una maggioranza di governo. È accaduto spesso in Italia. Ad assaggiare l’amaro calice delle congiure fu per primo Romano Prodi. Il suo esecutivo cadde sulle pensioni dei lavoratori precoci, erano i tempi di quota 90, usate come pretesto da Rifondazione Comunista perché semplicemente lo si voleva sostituire. C’era la lira e c’erano pochi vincoli esterni. Poi con la moneta unica e la globalizzazione è cambiato tutto e non siamo stati più liberi di farci male esclusivamente da soli, anche se ne siamo specialisti mondiali. Così è toccato a Silvio Berlusconi, che per la verità ci ha messo molto del suo, finire, costretto alle dimissioni dall’inizio della tirannia dello spread. Ed ora nell’occhio del ciclone, tra lettere, smentite e gialli epistolari con Bruxelles, c’è il gabinetto di Giuseppe Conte, terremotato da smottamenti interni dopo la vittoria della Lega di Matteo Salvini alle Europee, la debacle dei Cinquestelle, tutto nella stessa maggioranza. Sulla febbre alta di Palazzo Chigi si riverbera il fattore “E”, come Europa, “E” come Euro. È un film che conosciamo, dal 2011. L'interessnate commento dell'economista Roberto Sommella sul sito Huffington Post.

Italia nelle curve, ma anche la Ue rischia molto a bacchettarci

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Salvini e Di Maio non possono dire alla Ue "me ne frego"

L’annuncio del governo di un deficit al 2,4% per i prossimi tre anni è fondato su previsioni di crescita irrealistiche, che implicano un deficit ben più alto. Ciò ha fatto bruciare alla Borsa di Milano 22 miliardi (l’1,27% del Pil) di capitalizzazione in un solo giorno. Ma per Di Maio la colpa è dei media, dell’opposizione, e delle istituzioni europee che criticano l’assurda politica fiscale del governo. Ma gli investitori – cui ogni anno chiediamo 400 miliardi di prestiti, come ha ricordato il Governatore della Banca d’Italia – reagiscono per tutelare i propri risparmi. Le Agenzie di rating aspettano la manovra di bilancio per decidere se declassare il rating del debito sovrano italiano. Il commento di Roberto Castaldi sul Messaggero Veneto.

Bisogna bloccare l'escalation dell'indebitamento

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Default banche italiche, tanti i responsabili

Il crollo di una banca può avere molte concause, ma non accade solo per sfortuna, né basta la (spesso vasta) imperizia gestionale; quando non c’è vero dolo, c’è spesso la colpa grave. La prima e maggiore responsabilità pesa perciò su chi ha gestito la banca, in particolar modo su chi ricopre ruoli esecutivi, il consigliere delegato ma non solo. L'editoriale di Salvatore Bragantini sul Corriere della Sera.

La crisi delle banche italiane, non solo colpa dei controllori

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