Visegrad vince, Italia con un pugno di mosche

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Il regolamento Dublino non è stato riformato, e intanto si chiede di rispettarlo. La ripartizione dei profughi – non dei migranti economici – avverrà solo su base volontaria. Si rafforzerà la collaborazione e gli investimenti in Africa, ma la Spagna è citata più dell’Italia, visto l’aumento degli sbarchi che nel 2018 sono stati analoghi da noi. Gli sbarchi sono diminuiti del 95% rispetto al picco del 2015 e sono più distribuiti tra le rotte del Mediterraneo orientale, centrale e occidentale. Non esiste un’emergenza oggi e le decisioni europee non possono dipendere dalla propaganda di Salvini. Il commento di Roberto Castaldi sul Messaggero Veneto.

Trattato di Dublino resta, vade retro, Italia

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A Bruxelles ridono i Paesi di Visegrad, Conte piange

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Il vertice europeo si sarebbe potuto concludere ieri con una plateale spaccatura e senza nessun accordo firmato dai ventotto soci del club. E dunque siamo qui a dire "meno male che l'Europa c'è" (ancora). Ma se dovessimo giudicare dai risultati pratici ottenuti dall'Italia di Conte, Salvini e Di Maio, be' allora le cose non stanno così, e pur se a malincuore dobbiamo dire che non è cambiato niente, tutto resta come prima, a noi oneri e responsabilità, agli altri ben poco. Mentre i quattro di Visegrad se la ridono. Tanto rumore per nulla. Il commento di Bruno Manfellotto sul Messaggero Veneto.

L'Italia di Conte, primo flop in Europa

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L'accordo di Dublino è da modificare

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Superare Dublino 3. La richiesta del nostro presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Un testo approvato nel 2013, due anni prima della crisi migratoria e dell’urgenza di istituire un sistema di quote che smaltisse la pressione sulle coste di Grecia, Spagna e, appunto, Italia. Tutti i paesi della Ue sono d’accordo nel rinnovarne l’impianto, anche se si spaccano (quasi) a metà tra chi spinge per aumentare gli obblighi di solidarietà e chi rifiuta per principio la ridistribuzione. Il commento di Alberto Magnani su Il Sole 24 Ore.

Migranti, superare Dublino si può, Conte batte i pugni sul tavolo

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