Belpaese in recessione, governo in grande difficoltà

“Zero a 360 gradi: questo secondo l’Istat è il risultato di crescita dell’economia italiana nel secondo trimestre. Con poche speranze di trasformare nel resto dell’anno lo zero spaccato in qualcosa di diverso dallo zero virgola” (...) La stima preliminare dell'Istat per il Pil indica che l'economia italiana è cresciuta dello 0,1 per cento nel terzo trimestre del 2019 rispetto al secondo trimestre dello stesso anno e dello 0,3 per cento rispetto allo stesso trimestre di un anno prima. Nell'ambito di una delle consuete revisioni periodiche, l'Istat ha anche rivisto la crescita dei trimestri precedenti, portandola a numeri leggermente positivi. A seguito di questa revisione emerge che negli ultimi quattro trimestri l'economia italiana presenta una stringa di +0,1 per cento. Il commento dell'economista Francesco Daveri.

Conte 1 (M5S-Lega) o Conte 2 (M5S-Pd), la musica non cambia, l'Italia è in recessione

Leggi tutto...

Il governo butta i soldi degli italiani dalla finestra

Ad inizio di quest'anno i vice premier Di Maio e Salvini e i loro “consiglieri economici” si sono baloccati con chiacchiere estive da social network sull’uscita dall’euro e altre idee futuribili piuttosto che provare a riflettere su come sostenere l’economia in modo pratico senza scassare i conti e far ripartire lo spread. Il pezzo coglieva necessariamente solo una parte delle conseguenze del governo attuale per l’economia. D’altronde dopo 100 giorni come giudicare già un governo che arrivava dopo – si diceva – decenni di malgoverno? Icommento del prof. Francesco Daveri sul sito lavoceinfo.

Spread alle stelle? Risparmi in fumo, le colpe dei giallo-verdi

Leggi tutto...

Ue incapace di concepire strategia di crescita

La Grecia è in grosse difficoltà. Ha un indebitamente incredibile, ha truccato i conti ma non ha fatto tutto da sola. Quando nel 2010 si scoprì che il deficit pubblico greco non era del 3 ma del 13 per cento, a sbagliare non furono solo i politici locali che, con l’aiuto di Goldman Sachs, avevano occultato i veri numeri. A fallire furono anche le istituzioni europee: prima di tutto Eurostat, l’istituto statistico incaricato di «bollinare» le cifre fornite dai singoli governi, ma anche l’Europa politica. Un’Europa che aveva cominciato ad applicare la sua algebra del 3 per cento e dei suoi decimali ai deficit pubblici dei vari Paesi membri, salvo consentire rilevanti deviazioni interpretative dei trattati a grandi Paesi fondatori come Germania e Francia. Da allora è cambiata la Commissione e sono cambiati i leader politici nazionali. Ma — malgrado recenti aperture verso una maggiore flessibilità — l’Europa che nella persona del presidente Juncker offre una mano formalmente amichevole alla Grecia è la stessa entità oggi incapace di concepire una strategia di crescita per il futuro che vada oltre un modesto piano di supporto agli investimenti infrastrutturali. Un editoriale di Francesco Daveri sul Corriere della Sera. 

Grecia: la crisi si è aggravata anche per colpe Ue

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS