Il Conte 2 con le armi spuntate contro gli evasori

Il pacchetto antielusivo messo a punto dal governo dà all’amministrazione finanziaria gli strumenti per raccogliere più informazioni su ciascun contribuente. Ora si tratta di farne tesoro. Con due problemi centrali che continuano a non essere affrontati. Si vuole davvero combattere l'evasione fiscale? Perché altri governi, del più svariato colore e in un ampio arco temporale, non sono riusciti in questa mission impossible, mentre invece dovrebbe riuscirci l'esecutivo M5s-Pd? Insomma, al di là degli enunciati, c'è qualcosa che lasci intendere che stavolta si fa sul serio? Il commento di Tommaso Di Tanno su La Voce.

Il governo giallorosso impotente nella lotta contro l'evazione fiscale

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Ricchezza italiana nei paradisi fiscali

Le ricchezze italiane nascoste. Espressi in dollari, i miliardi portati dagli italiani nei centri offshore erano pari a 216,9 miliardi nel 2001, per scendere leggermente via via con gli anni. Una nuova impennata a 167,1 miliardi di dollari si è registrata nel 2013 ma l'importo è sceso nuovamente negli anni successivi fino a toccare i 163,4 miliardi di dollari nel 2015 e i 149,8 miliardi nel 2016 (che corrispondono ai 142 miliardi espressi in euro). Il commento di Roberto Galullo su Il Sole 24 Ore.

L'evasione fiscale, un male per il Belpaese

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Il problema dell'Italia, il moloch del debito pubblico

C’è un’impressionante unanimità in Italia sulla necessità di riformare le regole fiscali europee. Per destra o sinistra, vecchi e nuovi media, perfino alte istituzioni dello Stato, questo sembra essere diventato il punto dirimente del nostro rapporto con l’Europa, quasi che i problemi economici italiani fossero davvero una conseguenza delle regole Ue. La cosa è ancora più impressionante perché quelli che in Italia sanno davvero come le regole europee funzionano non sono probabilmente più di qualche centinaio di persone, generalmente tecnici altamente specializzati che lavorano nelle università, nei ministeri o in Banca d’Italia. Viene dunque il sospetto che dietro l’unanimità dei consensi si nasconda la speranza che, una volta riviste le regole, si apra il bengodi della possibilità di una crescita illimitata della spesa pubblica. Il commento di Massimo Bordignon su La Voce.

Cambierà il fisco in Europa? Le ilusioni italiche

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