Il resto del mondo si mangia l'Europa, il rischio esiste

A fine 2015 (ultimi dati Eurostat disponibili), comunque lo stock di investimenti europei in Cina (167,9 miliardi di euro) è quasi 5 volte quello cinese in Europa (34,9 miliardi di euro), per quanto quest’ultimo sia in rapidissima crescita. Non è dunque chiaro quanto questi vincoli, se messi in atto, potranno indurre la Cina e gli altri Paesi emergenti a migliorare le condizioni di accesso ai propri mercati. L'editoriale di Giorgio Barba Navaretti su Il Sole 24 Ore.

La Cina (e non solo) all'assalto dell'Europa

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Italia ed Europa condannate a fare pace

Il deficit medio dell’eurozona è sceso ai minimi da 8 anni: 1,5% contro il 2,1% dello stesso periodo 2015, metà del tetto del 3% di Maastricht. Il debito è calato dal 92,1% al 91,2%, ancora lontano dalla soglia del 60% ma in costante discesa. I conti migliorano, la crescita dà segni di cauta accelerazione, l’inflazione molto meno ma il problema è un altro: le medie minimizzano squilibri e divergenze aumentate nell’eurozona negli ultimi anni, quelle che spiegano la profonda e costante crisi di fiducia in cui si dibatte. L'editoriale di Adriana Cerretelli su IL Sole 24 Ore.

Juncker e Renzi, prove di disgelo

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La Merkel si prepara a dare il benservito a Renzi

Angela Merkel è sulla difensiva. Di riflesso, si è ridotto lo spazio di manovra di herr Draghi, troppo abile per dar battaglia quando le possibilità di vittoria sono esigue. Non è il momento, insomma, di chiedere alla banca centrale nuove mosse di espansione della politica monetaria.  Anche perché l’Italia ha presentato una legge di Stabilità che punta sulla crescita quale unica arma per abbassare il rapporto debito/pil. Mossa apprezzabile ma, data la situazione internazionale (frenata della Cina, crisi degli Emergenti grande clienti del made in Italy), senz’altro audace. Un articolo di Ugo Bertone su Libero.

Rischio troika per l'Italia renziana

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