Il debito pubblico del Belpaese riguarda tutti

Il debito pubblico è il dramma dell’Italia, forse di tutta l’Europa. Al giorno d’oggi questo può essere finanziato solo dalle banche perché i risparmiatori non se lo comprano più. Finanziando il debito pubblico le banche forniscono una stampella allo Stato, un aiutino. Il governo finanzia il proprio debito (non gratuitamente), le banche si guadagnano la simpatia del governo. Senza uscire dal tema, possiamo affermare che questi favori delle banche spiegano anche qualche svista degli organi di controllo sui numeri di bilancio di quest’ultime o su alcune procedure. Ma comunque le banche, tutte le banche, se potessero, eviterebbero di comprare debito pubblico. Come ha deciso di fare, saggiamente, Unicredit guidata da monsieur Jean Pierre Mustier che non ha nessun vincolo con il nostro Paese e che, se potesse, consegnerebbe domattina la banca in mano ai francesi. Il commento di Vincenzo Imperatore sul sito Lettera 43. 

Il dramma dell'Italia è il suo immenso debito pubblico

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Cara Italia, il Paese non cresce, il debito sì

Nei 158 anni dall’unità, l’Italia ha avuto per 127 anni un debito pubblico più alto della media degli altri Paesi che oggi formano il G7. Pur essendo quindi storicamente un Paese ad alto debito, l’Italia ha avuto solo due casi minori di default, peraltro insieme a importanti Paesi europei. Fa parte della cultura e del carattere nazionale la convinzione un po’ compiaciuta di essere un Paese indebitato, ma stabile. Bisogna invece chiedersi se negli ultimi anni sia cambiato qualcosa e se la nostra auto-indulgenza sia diventata una pericolosa illusione. Il commento di Carlo Bastasin e Gianni Toniolo su Il Sole 24 Ore.

Il problema n. 1 dell'Italia, il debito sovrano

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L'Italia vorrebbe la cancellazione del debito pubblico

Il ministro dell'economia sembra che voglia chiedere che la Banca Centrale Europea cancelli parte del debito italiano attraverso il suo acquisto e l'emissione di nuova moneta in egual misura. Una specie di Quantitative Easing definitivo che alleggerirebbe con un colpo di spugna il gigantesco fardello che grava sulle spalle dell'Italia, consentendole di fare politiche espansive per rilanciare la crescita, e in particolare gli investimenti pubblici.Andiamo con ordine, però. Primo: la proposta Tria di monetizzazione del debito pubblico richiede che la Bce cambi il suo statuto, e per farlo serve l’unanimità degli stati membri. Probabilmente, se si votasse oggi, il No vincerebbe diciotto a uno, forse diciassette a due, se la Grecia si schierasse con noi. Solo noi e la Grecia, del resto, abbiamo interesse a tagliare il nostro gigantesco debito. Banalmente, perché solo per noi e la Grecia il rapporto debito/Pil rappresenta un problema. Fine della discussione, insomma. Il commento di Francesco Cancellato su Linkiesta.

 

Tria: "La Bce cancelli il nostro debito pubblico!"

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