Christine Lagarde riuscirà a salvare l'Unione Europea?

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Oggi, il passaggio di consegne tra Draghi e Lagarde avviene all’insegna di due principi strettamente collegati che possono segnare un nuovo cambio di regime epocale per l’euro. Il primo è l’idea che l’Unione ha bisogno di maggiore condivisione di sovranità per potere acquisire una maggiore autodeterminazione dei propri destini nell’economia globale. Il secondo è che non è più rinviabile l’introduzione di strumenti federali di espansione fiscale. In questo senso, Lagarde ha già fatto sapere che la politica monetaria non è l’unica risorsa in funzione anti ciclica e ha perorato la causa di una riforma della politica fiscale europea. Se Draghi ha trasformato la politica monetaria, Lagarde dovrà mettere in atto l’allineamento tra Bce e politiche fiscali. Nessuno vuole più rivedere il film delle politiche fiscali pro-cicliche, che invece che contrastare la recessione la accentuano. E dobbiamo ringraziare che a limitarne i danni è stata la bilancia commerciale europea, il cui sostengo tuttavia sta scemando. Il commento di Andrea Terzi su Il Foglio.

Bce, inizia l'era Lagarde

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Problemi per l'Italia dalla Bce targata Lagarde?

Il mandato di Mario Draghi alla Banca Centrale Europea (Bce) è al termine e cresce l’attacco alla linea espressa nel famoso «Whatever it takes». Sul Financial Times (4 Ottobre) Oliver Baete, Ceo della compagnia Allianz, attacca Draghi; nega la sua indipendenza, così affermandone la dipendenza, certo dai politici. Per lui Draghi vuol evitare a certi Paesi (Italia in primis, si presume), le dure decisioni altrimenti obbligate. Le critiche peserebbero più se non venissero da chi ha perso la gara per succedere a Draghi e non volessero intimidire chi gli succederà, Christine Lagarde. Il presidente della Deutsche Bundesbank Jens Weidmann, davanti alla propria Corte Costituzionale attaccò una decisione del Consiglio dei Governatori, di cui fa parte. Ora, in un’intervista alla Bild data subito dopo che essa ha ritratto Draghi a mò di Dracula che succhia il sangue dei risparmiatori tedeschi, egli lamenta i danni da loro subiti perché Draghi ha abusato del mandato. Farlo ove si parla di sangue tedesco stona a orecchi anziani, ma c’è ben altro. Il commento di Salvatore Bragantini sul Corriere della Sera.

Bce, Draghi lascia, la Lagarde sotto attacco

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La paura sta attanagliando l'Europa

Le misure annunciate dalla Banca centrale europea (Bce) giovedì danno un segnale fermo ai mercati. Confermano che l’istituto di Francoforte rimane impegnato a rispettare il suo obbiettivo di inflazione vicino, sebbene al di sotto, del 2% nel medio periodo. A luglio l’inflazione era data all’1.1% per il 2019, bene al di sotto del target. Se la Bce non si fosse mossa, il mercato l’avrebbe interpretato come un segnale che l’1% è tollerato, e avrebbe aggiustato le aspettative di conseguenza. Perché è così importante questo segnale?  Il commento di Lucrezia Riechlin sul Corriere della Sera.

L'Europa cerca se stessa. Ci riuscira?

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