L'abolizione del segreto bancario non ha prodotto risultati

A dispetto delle cifre fantasiose ventilate per inferocire il pubblico e giustificare l’introduzione di regole liberticide, i numeri di uno studio della Banca d’Italia del 2015 (Bank of Italy Occasional Papers - «What do external statistics tell us about undeclared assets held abroad and tax evasion?») dimostrano che l’esercizio è stato sostanzialmente controproducente. In tutti i Paesi esteri considerati (Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Australia), l’ammontare dei risparmi all’estero non dichiarati si è rivelato essere inferiore allo 0,2% della ricchezza privata: il problema non sussisteva. Le imposte raccolte dalle varie sanatorie, cioè i redditi di più anni e le relative penali, sono state pari a meno dello 0,5% del totale delle entrate fiscali di un solo anno. L’Italia fa eccezione: il totale del risparmio emerso è stato il 2,5% della ricchezza delle famiglie e le tasse raccolte con le varie amnistie succedutesi sono state pari a circa il 2,5% delle imposte raccolte in un solo anno. Percentuali tutto sommato modeste dati i rischi a cui quel risparmio, ora di nuovo ostaggio di un governo poco rassicurante, cercava di fuggire. Le considerazioni di Antonio Foglia sul sito dell'Istituto Bruno Leoni.

Si tassano i cittadini, non le imprese

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Default banche italiche, tanti i responsabili

Il crollo di una banca può avere molte concause, ma non accade solo per sfortuna, né basta la (spesso vasta) imperizia gestionale; quando non c’è vero dolo, c’è spesso la colpa grave. La prima e maggiore responsabilità pesa perciò su chi ha gestito la banca, in particolar modo su chi ricopre ruoli esecutivi, il consigliere delegato ma non solo. L'editoriale di Salvatore Bragantini sul Corriere della Sera.

La crisi delle banche italiane, non solo colpa dei controllori

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Banca d'Italia, promossi tutti!

Si stappa champagne in Banca d’Italia. Per la riconferma di Ignazio Visco a Governatore, certo. Ma soprattutto per la raffica di promozioni e aumenti di stipendio che l’accompagna e che in via Nazionale può fare dire: «C’è gloria per tutti». Perché una volta incassata la ri-nomina di Visco il giorno 25 ottobre il dipartimento risorse umane e organizzazione-divisione e avanzamenti della Banca d’Italia con circolare n. 1276105/17 inviata a tutti i capi da Alberto Martiello, delegato del direttore generale, si è potuto annunciare al popolo di via Nazionale e sedi distaccate (poco meno di 7 mila dipendenti) la buona novella dei «passaggi di livello economico 2017»: in tutto 1.706 promossi di funzione e di stipendio. L'editoriale di Franco Bechis su Libero.

Bankitalia, con Visco confermato a Palazzo Koch champagne per tutti, evviva!

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