Italia nei guai, anche Germania e Francia possono cadere

Ci risiamo. Si confida nei mercati e nei nodi economici per cambiare una maggioranza di governo. È accaduto spesso in Italia. Ad assaggiare l’amaro calice delle congiure fu per primo Romano Prodi. Il suo esecutivo cadde sulle pensioni dei lavoratori precoci, erano i tempi di quota 90, usate come pretesto da Rifondazione Comunista perché semplicemente lo si voleva sostituire. C’era la lira e c’erano pochi vincoli esterni. Poi con la moneta unica e la globalizzazione è cambiato tutto e non siamo stati più liberi di farci male esclusivamente da soli, anche se ne siamo specialisti mondiali. Così è toccato a Silvio Berlusconi, che per la verità ci ha messo molto del suo, finire, costretto alle dimissioni dall’inizio della tirannia dello spread. Ed ora nell’occhio del ciclone, tra lettere, smentite e gialli epistolari con Bruxelles, c’è il gabinetto di Giuseppe Conte, terremotato da smottamenti interni dopo la vittoria della Lega di Matteo Salvini alle Europee, la debacle dei Cinquestelle, tutto nella stessa maggioranza. Sulla febbre alta di Palazzo Chigi si riverbera il fattore “E”, come Europa, “E” come Euro. È un film che conosciamo, dal 2011. L'interessnate commento dell'economista Roberto Sommella sul sito Huffington Post.

Italia nelle curve, ma anche la Ue rischia molto a bacchettarci

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L'assalto a Palazzo Koch del duo Di Maio-Salvini

Non è la prima volta che un governo fa resistenza sulle nomine della Banca d’Italia. Silvio Berlusconi fece aspettare alcuni mesi l’allora governatore Antonio Fazio sulla promozione di Vincenzo Desario a direttore generale. L’indipendenza di Palazzo Koch (i membri del governo non partecipano mai all’assemblea per rispettarne il ruolo) è stata mal sopportata e digerita in varie fasi della Prima e della Seconda Repubblica. Il commento di Ferruccio De Bortoli sul Corriere della Sera.

La democrazia indebolita, un problema non solo italiano

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