Lo stellone dell'Italia renziana chiede aiuto a Mario

Lo stellone dell'Italia renziana chiede aiuto a Mario

Jens Weidmann, successore di Weber alla Buba, nel 2012 si oppose alla svolta con cui Draghi promise sostegno illimitato ai Paesi che avessero accettato un programma di riforme. Quella promessa non costò un euro, salvò l'Italia e la moneta unica e dimostrò che la Buba si sbagliava e andava messa in minoranza. Se questa storia ha ancora un senso, è perché continua: la banca centrale tedesca si oppone a ciò che serve per scongiurare la deflazione. Come hanno già fatto la Federal Reserve americana, la Banca del Giappone e quella d'Inghilterra, per fare il suo dovere oggi la Bce ha bisogno di creare almeno mille miliardi di euro e comprare a tappeto titoli pubblici e privati dei Paesi dell'area euro. È il cosiddetto "quantitative easing", inaugurato dalla Fed nel 2009. Avrebbe già dovuto farlo, risparmiando un po' dei problemi di debito, crollo degli investimenti e stallo dell'export che oggi affliggono l'Italia e altri Paesi. Non è successo perché Draghi non ha voluto muovere un passo del genere contro la Bundesbank. Così Federico Fubini su la Repubblica.

Eurozona nelle mani di Draghi