Consiglieri regionali accusati di peculato: è metastasi

Seggio regionale

Le operazioni di controllo e verifica delle spese dei tanti consiglieri regionali. Denari pubblici per comprare di tutto: farina, formaggi con i soldi delle regioni. Quindi, di noi tutti. E riguarda ormai la gran parte delle regioni italiane. Lo hanno fatto nelle Marche nel 2012 spendendo 340 euro, giustificazione: spese per attività politica. Un altro consigliere regionale (di Alleanza per l’Italia) ha speso 2.100 di euro pubblici per comprare targhe e coppe per un torneo di calcio di amici. Ha pure acquistato un frigorifero per 150 euro. Addirittura da un gruppo sono stati spesi 1.800 euro per un parcheggio auto (ma in favore di chi?). 900 euro per l'utilizzo di una macchina con autista per percorrere solo 72 chilometri. Qualcuno ha anche acquistato dello zampone! Un certo Erminio Marinelli non ha esitato a spendere 120 euro per un cesto di Natale da regalare a qualche caro. È allucinante. Ci sono responsabilità diffuse di chi non ha esercitato i dovuti controlli (il presidente della regione? L’assessore al bilancio? Il ragioniere capo? Qualcuno sicuramente è colpevole di omesso controllo e ne porta tutte le responsabilità). Giustificare un viaggio in pullman da 55 posti del gruppo Futuro e Libertà a Mirabello spendendo 800 euro non sarà facile. Eppure la spesa è stata caricata sul bilancio della regione Marche. Hanno scritto che si incontravano tra intimi col senatore Mario Baldassarri, ma per comodità hanno preso una corriera. Risulta anche un acquisto per 200 euro spesi per la cornice di un quadro che non figura nel patrimonio del partito. Oppure i due telefonini dell’Udc da 1000 euro oltre a un navigatore satellitare? È attività politica? Per la Finanza non lo è affatto. E nemmeno per la Corte dei Conti. Ecco, sicuramente la Corte dei Conti in tutti questi anni non ha fatto quel che tempestivamente avrebbe dovuto. Perché questi furti durano da anni. Il senso di impunità, la sicurezza che nessuno avrebbe messo il naso nelle rendicontazioni dei numerosi consiglieri regionali indagati ha fatto il resto. Se la gente ignora come i consiglieri regionali (o i deputati) spendono i soldi della collettività (le nostre tasse) non si può arrabbiare. Magari sospetta comportamenti poco adamantini. Se però lo viene a sapere, a ragione si imbufalisce e grida un tutti a casa chi si è comportato da lestofante e restituisca il maltolto con gli interessi. Nessuna indulgenza.

C’è un consigliere regionale spudorato che ha scaricato sul bilancio regionale una spesa di soli 50 centesimi per pagare l'ingresso ad un bagno pubblico (di un bagno pubblico!!!) con conseguente richiesta di rimborso per quei 50 (cinquanta!) centesimi. Neanche un soldo di cacio. E questo signore mica si è vergognato. Era sicuro, arcisicuro, di farla franca. Della serie, mancanza di pudore. Dalle tasche degli italiani, sono stati spesi per comperare salami, formaggi, penne (di cui anche una da 500 euro), asciugacapelli, un divano-letto, e altre amenità del genere. E sembra che non ci sia regione d’Italia che non sia stata investita da questo tornado giudiziario. Ci auguriamo che le indagini non siano insabbiate, come spesso accaduto in passato, e che i responsabili vengano perseguiti con estrema severità. La classe politica deve assumersi le proprie responsabilità e fare pulizia al proprio interno. Cosa che finora non è apparsa in grado di fare. Non si sarebbe giunti a questo punto. 

Marco Ilapi – 9 aprile 2014