Fare le riforme. Facile prometterle. Difficile realizzarle

Fare le riforme. Facile prometterle. Difficile realizzarle

Una storia che l'Italia conosce molto bene. L'ha vissuta durante il secondo dopoguerra, quando il Paese cambiò volto in pochi anni.I 209 miliardi in arrivo per l’Italia sono una occasione straordinaria, ma anche una enorme tentazione di accentramento di potere, per chi ne deciderà l’uso e la destinazione. (...) Il piano Marshall originario fu un’opera collettiva di una classe dirigente riformista, cattolica, liberaldemocratica, motivata da interessi e valori che servivano a indicare gli obiettivi su cui sarebbero arrivati gli aiuti economici. Nell’Italia 2020 c’è il Parlamento in via di disarmo, alla vigilia di un referendum devastante, i corpi intermedi della società civile ridotti a corporazioni di particolarismi e disfatti da decenni di abbandono, una pubblica amministrazione senza orizzonte. (...) Un Piano per le Riforme ha bisogno di riformisti che sappiano scriverlo e poi realizzarlo. E per fare questo non basta neppure il Recovery Fund. Forse servirà davvero rimandare a Next Generation. Il commento di Marco Damilano, direttore de L"Espresso.

Non si fanno le riforme, pochi le vogliono