Il moloch del nostro debito pubblico fa davvero paura

Il moloch del nostro debito pubblico fa davvero paura

Il premier Giuseppe Conte e i giallorossi hanno ben poco da esultare per l’accordo raggiunto – con estrema fatica – sul Recovery Fund. Tracciando un parallelismo fra il Mes e il Recovery Fund, infatti, “le condizioni finanziarie sono simili, ma quelle politiche diverse: il Mes, che l’Italia per ora sta rifiutando, non richiede riforme; il Recovery Fund, che il governo non può rifiutare, ne prevede invece di molto precise (...) C'è un altro elemento importante che preoccupa l'Unione europea, da sempre: l'ammontare del debito pubblico italiano. Come riportato dall'agenzia Agi, alla fine dello scorso anno il nostro debito pubblico si attestava al 135% del Pil (in epoca pre-Covid dunque) e valeva circa 2.410 miliardi di euro. Alla fine del 2020, dopo aver fatto i conti con la crisi pandemica, probabilmente esploderà tra il 160% e il 170%. Secondo gli ultimi dati diffusi da Bankitalia, a maggio il debito pubblico è volato a 2.507,6 miliardi e ha registrato un nuovo massimo storico. Si tratta di un aumento di 40,5 miliardi rispetto ad aprile, quando fu pari a 2.467 miliardi. E su maggio 2019 l'incremento sale a 175,7 miliardi. Secondo gli europeisti, la colpa va fatta risalire ai governi del passato e a uno stile di vita che gli italiani non possono più permettersi. Ma è davvero così? Il commento di Roberto Vivaldelli su il Giornale.

E' il macigno del nostro debito pubblico che preoccupa l'Unione Europea