Poste italiane: necessità di semplificazione e trasparenza

Poste italiane: necessità di semplificazione e trasparenza

Banche e Poste tra educazione finanziaria ed educazione linguistica. Si parla tanto della necessità di un’educazione finanziaria per tutti, a partire dalla scuola. Ma siamo sicuri, invece, che non ci sia bisogno di un’educazione linguistica sia per i cittadini che … per coloro che trattano con i cittadini di questioni economiche?

Alcune (sicuri, solo “alcune”?) banche, come sappiamo, hanno fatto firmare ai loro clienti, di ogni età ed estrazione sociale, documenti per l’acquisto di obbligazioni dell’istituto medesimo, senza spiegare loro che si trattava di una tipologia di investimento rischioso. Certo, gli ignari, o non hanno letto o, ipotesi più probabile, non hanno veramente capito le numerose pagine a cui avevano apposto la loro firma, fidandosi della spiegazione rassicurante che era stata loro offerta verbalmente dall’impiegato.

Sì, si dirà, le banche …. , ma le Poste Italiane sono un’altra cosa! Si rivolgono anche a categorie, come dire, “protette”: pensionati, immigrati, casalinghe … comunque a tanti di coloro che da decenni cercano nella Posta la sicurezza, lo sportello locale, ecc.

Credevo di saper leggere: laurea in lettere, insegnante per tanti anni, formatore in corsi di aggiornamento per docenti, insomma quel che si direbbe un lettore “esperto”.  E pensavo anche di masticare qualcosa di economia: subprime. hedge fund, warrants, quantitative easing …per me erano termini inglesi, finché non mi sono trovata di fronte a queste righe, inviatemi da Poste Italiane.:

Gentile cliente,

per effetto del Regolamento 260/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e del Provvedimento di Banca d’Italia del 12/02/2013, il 1° febbraio 2016 si conclude il processo di dismissione degli addebiti diretti nazionali con la migrazione del Servizio RID Finanziario e RID a importo prefissato (…) allo schema europeo SEPA Direct Debit (SDD CORE) rispettivamente SDD Finanziario e SDD ad importo prefissato.  E poche righe sotto:

Per queste tipologie di SDD:

-          In continuità con quanto già previsto per gli addebiti diretti postali, non sarà prevista la facoltà di rimborso esercitabile dal pagatore entro le 8 settimane dalla data di addebito, mentre il pagatore manterrà il diritto di richiedere il rimborso degli addebiti non autorizzati entro 13 mesi;

-          L’ordine di pagamento potrà essere revocato fino alla data di scadenza, anziché fino al giorno bancario lavorativo precedente

Per carità di patria termino qui la citazione di una pagina e mezzo, che si conclude con un” Le rappresentiamo che le suddette modifiche del Contratto Quadro …”

Ho letto e riletto più volte, ma alla fine PER AVERE UNA SPIEGAZIONE mi sono precipitata al locale ufficio postale, dove il responsabile dei rapporti con i clienti (insomma, non il solito impiegato dello sportello …) prima ha sorriso perplesso. Poi, ha convenuto che si trattava di un linguaggio poco chiaro, anzi aggiungendo che vi era stato un vero e proprio spavento da parte di altri clienti. Anche la spiegazione orale del dipendente è stata poco chiara: ho capito solo che variavano i tempi per quelle operazioni succitate …

Si è parlato finora presso gli addetti del settore di “buocratese”, cioè del linguaggio usato nell’Amministrazione pubblica, oscuro, quasi cifrato, sia per il lessico specialistico, sia per la struttura complessiva del testo (periodi complessi, ricchi di subordinate, incisi, forme verbali impersonali, ecc.). Si pensi solo ai testi legislativi sottoposti a referendum o agli avvisi di pagamento dell’Agenzia delle Entrate, cioè a messaggi destinati alla popolazione tutta... E si ricordi, a tale proposito, che l’Italia fra i Paesi dell’OCSE è uno dei Paesi a più bassa scolarizzazione.

Ebbene, oggi, che l’informazione finanziaria sembra salita all’onore delle cronache, uscendo dal chiuso dei Palazzi dell’Economia (si pensi solo alle migliaia di investitori in Cina che, ignari di tutto, si erano buttati nel mercato azionario alla ricerca di facili guadagni, per poi vedere sfumare tutto nella caduta delle Borse…), il problema sembra essere diventato la comprensione del linguaggio economico (un “economicratese”….). Dovrebbe essere un DIRITTO per tutti i cittadini quello di avere accesso ad un’informazione chiara, semplice, efficace, per poter essere davvero in grado di capire ciò che accade e,di conseguenza, poter scegliere consapevolmente.

E allora, sì, che qui torna in ballo la scuola: accanto agli strumenti per capire un testo letterario, essa dovrebbe fornire quelli per parafrasare i linguaggi specialistici dei vari settori del mondo attuale (tecnologia, scienza, finanza, politica). Ma, ancor prima, sarebbe urgente (insomma, un Decreto Legge ad hoc) affiancare agli estensori dei documenti destinati alla clientela, persone esperte nella semplificazione del linguaggio. Insomma una specie di “traduttore simultaneo” a bordo di Banche e Poste Italiane, in attesa che il livello di competenza finanziaria delle nuove generazioni si affermi nei prossimi decenni….

Clara Manca – Cidi – 23 febbraio 2016