Ue, l'integrazione europea è ancora un miraggio

La crisi innestata dal virus e la necessità di rispondervi ha insomma messo l'Unione Europea di fronte alle proprie contraddizioni e creato un chiaro dilemma: se evolvere verso una maggiore unione politica, che richiede anche risorse e capacità decisionali adeguate, o rimanere un'organizzazione di paesi sovrani, con tutti i limiti e i vantaggi che questo comporta. Il Recovery Fund è stato approvato, ma questo dilemma fondamentale non è stato ancora risolto. Il commento di Massimo Bordignon su La Voce.

Bruxelles, passo avanti ma non basta

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Redditi bassi? Cresce l'insofferenza verso gli immigrati

Dove la differenza nei redditi medi è piccola, è probabile che nativi e immigrati competano per gli stessi lavori; dove la differenza invece è elevata, è probabile che i nativi siano occupati in lavori con salari più alti e gli immigrati in lavori con salari più bassi e che, dunque, i due gruppi siano complementari nel mercato del lavoro. A sostegno di questa interpretazione, i dati mostrano come i comuni appena sopra la discontinuità abbiano una popolazione più grande e, con maggiore probabilità, appartengano a un’area urbana specializzata nel settore dei servizi, cioè una zona con occupazioni che richiedono competenze elevate, che generalmente gli immigrati stranieri in Italia non hanno. Il commento di Massimo Bordignon, Edoardo Slerca, Matteo Gamalerio e Gilberto Turati su La Voce.

Il successo dei partiti anti-immigrati

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Il problema dell'Italia, il moloch del debito pubblico

C’è un’impressionante unanimità in Italia sulla necessità di riformare le regole fiscali europee. Per destra o sinistra, vecchi e nuovi media, perfino alte istituzioni dello Stato, questo sembra essere diventato il punto dirimente del nostro rapporto con l’Europa, quasi che i problemi economici italiani fossero davvero una conseguenza delle regole Ue. La cosa è ancora più impressionante perché quelli che in Italia sanno davvero come le regole europee funzionano non sono probabilmente più di qualche centinaio di persone, generalmente tecnici altamente specializzati che lavorano nelle università, nei ministeri o in Banca d’Italia. Viene dunque il sospetto che dietro l’unanimità dei consensi si nasconda la speranza che, una volta riviste le regole, si apra il bengodi della possibilità di una crescita illimitata della spesa pubblica. Il commento di Massimo Bordignon su La Voce.

Cambierà il fisco in Europa? Le ilusioni italiche

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