Borse ko, non solo per le tensioni tra Usa e Cina

A metà della scorsa settimana, JP Morgan ha avvisato i suoi clienti dell’imminenza di un ribilanciamento di portfolio da parte di alcuni grossi soggetti di mercato (fondi pensione Usa, il principale fondo pensionistico giapponese e quello norvegese), il cui impatto si sarebbe sostanziato in vendite forzate di azioni per un controvalore di circa 200 miliardi. “Il peggior flusso di ribilanciamento dall’inizio della crisi da Covid”, sentenziava l’analista di punta della banca, Nikolaos Panigirtzoglou. A detta del quale, a peggiorare la situazione sarebbe stato il contesto in cui si andava a inserire questa scadenza, come mostra il grafico: in piena crisi di liquidità del mercato, dinamica che non avrebbe fatto altro che esacerbare l’impatto delle vendite in una spirale auto-alimentante. Il commento di Mauro Bottarelli su Business Insider.

Il tonfo delle borse presto spiegato, il Covid 10 non c'entra affatto

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La pandemia come pretesto per una sorveglianza digitale

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In tutta Europa la lotta contro Covid-19 ha comportato l'introduzione diffusa di misure tecnologiche di sorveglianza e di tracciamento che violano le libertà civili e i diritti umani. E, mentre alcune iniziative radicali potrebbero essere giustificate da una situazione senza precedenti, la preoccupazione maggiore è che i vari aspetti dell'autoritarismo digitale che sono stati imposti restino tali anche dopo questa crisi. (...) Tra le prime misure ampiamente diffuse c’è stato il controllo con i droni, introdotto in Belgio, Croazia, Francia, Grecia, Ungheria, Polonia, Spagna, Turchia e nel Regno Unito, per verificare che le persone rispettassero le norme del confinamento e di distanziamento sociale. Il commento di Andreas Vou su Vox Europ.

Le misure tecnologiche adottate in Europa

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Coronavirus, in Croazia l'economia batte la sanità

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I calcoli per salvare il bilancio aprendo le frontiere e sciogliendo le restrizioni imposte dal coronavirus per avere più turisti possibile sono rischiosi. Il mio collega Viktor Ivančić, dell’ex settimanale Feral Tribune lo descrive come un esempio della politica della “bioeconomia sostenibile” attuata dal governo croato. Secondo la definizione ironica di Ivančić, questa "bioeconomia sostenibile" si basa sulla premessa che è responsabile e razionale permettere il decesso di un gruppo di persone di Covid-19, se questo impedisce al resto della popolazione di morire di fame. Nel caso si pensi che questi siano dei calcoli tipicamente croati, basta considerare l'approccio simile in Svezia, dove il benessere della maggioranza è soppesato con la sofferenza dei più vulnerabili. Il commento di Slavenka Drakulić su Vox Europ.

La bioeconomia sostenibile della Croazia e le responsabilità sull'aumento dei contagi in Europa

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