Il business svizzero nell'inferno di Monastir

Il business svizzero nell'inferno di Monastir

Roetheli Jurg Benno a Monastir, enclave tra un maledetto autovelox e una mulattiera metropolitana, è di casa. Per lui l'inferno di migranti alle porte di Cagliari è semplicemente una dependance di Zurigo, capitale dell'alta finanza nella Svizzera tedesca. Non ama far chiasso, si muove con il passo felpato di chi non deve farsi notare. Di professione si occupa di finanza, per business di migranti. Non è dato sapersi se l'appalto per gestire il centro di accoglienza di Monastir lo ha scovato in qualche anfratto informatico o se goda di un'imponente rete in grado di captare ogni sussulto migratorio. (...) Dietro questo sbarco svizzero nel mondo dell'immigrazione clandestina in Sardegna c'è, dunque, l'alta finanza, quella che investe e spera nei barchini che da Annaba, nel nord dell'Algeria, arrancano verso il Sulcis più profondo, tra Capo Teulada e Sant'Antioco. La missione di Ors è dichiarata apertamente nei bilanci della società: «L'Italia rappresenta un primo importante passo per la nostra espansione nel Mediterraneo».Il reportage di Mauro Pili su L'Unione Sarda.

L'emergenza immigrazione, un business per molti, l'esempio della Sardegna