Come, nel nostro Paese, funziona la memoria

Come, nel nostro Paese, funziona la memoria

Come funziona la memoria? Passiamo direttamente alla domanda di riserva: chi e come mantiene viva la memoria di noi italiani? La risposta è facile: non ci pensa nessuno. Ormai lo sappiamo: lo strumento più complesso e accessibile di cui disponiamo sono le teche della Rai, formate come stratificazioni del tempo. In ogni Paese gli anni non si contano dalle date di battaglie ma dai jingle, le canzoncine della pubblicità, sicché da noi il servizio prestato da Carosello supera quello dell’enciclopedia Treccani, lasciamo stare i licei. Il Festival di Sanremo è tuttora trattato, con molto abuso di soldi e cortisone, come se fosse istituzionalmente l’album del nostro Dna, malgrado il fatto che il 95 per cento delle canzoni propinate siano men che mediocri, ma sostenute da investimenti sfarzosi che hanno un riconosciuto potere unificante, non importa che cosa unifichino. Il commento di Paolo Guzzanti su il Riformista.

Italia, un Paese senza memoria