Il fantasma della liberta'

Lo strano dibattito sulla "restrizione delle libertà" come effetto subdolo e pericoloso dell’epidemia non decolla, almeno su quella che gli snob chiamano "informazione mainstream". Non seguo i social e dunque non saprei dire se da quelle parti attecchisce. Spero di no, perché è un dibattito assurdo. Ovvio che in questo periodo, e chissà per quanto, siamo soggetti, tutti quanti, a drastiche limitazioni delle libertà individuali. Capita non solo in caso di una catastrofe (come questa), ma anche per minori impedimenti che decurtano il nostro patrimonio di autodeterminazione, di scelta, di movimento. Incidenti, malattie, rovesci della Storia — anche tremendi: si pensi ai profughi siriani in fuga dalle macerie delle loro città — sono, per la nostra libertà individuale, fattori gravemente negativi.

Per altro, almeno in questo caso, a giovarsi del nostro sacrificio è la libertà collettiva: se stiamo in casa, è per cercare di limitare non solamente il nostro rischio personale, ma il danno sociale. Ognuno perde qualcosa, certamente: ma a vantaggio di tutti. Della comunità.

Mi domando a quale livello demenziale fosse ormai giunto, il concetto di "libertà individuale", per sollevare sospetti e recriminazioni "politiche" perfino su misure di evidente salute pubblica come queste. Chi storce il naso, e paventa regimi, anche se crede di essere iper-democratico e di sinistra, è in termini tecnici un liberista: ovvero uno che ha del tutto perduto di vista il concetto di limite, il concetto di società, il concetto di bene comune.

Michele Serra – la Repubblica – 25 marzo 2020