I pazzi sono tra di noi, e non sono solo quelli dell'Isis

I pazzi sono tra di noi, e non sono solo quelli dell'Isis

Chiunque può superare una crisi è il quotidiano che ti logora», scriveva un secolo fa Anton Cechov. Ed è lì che il ripetersi e poi il ripetersi e poi il ripetersi ancora di attentati infetta le nostre vite iniettando insicurezza, affanno, paura. E più le armi sono diverse, il coltello, la pistola, il kalashnikov, il camion lanciato a tutta velocità a travolgere coppiette di pensionati e famigliole coi figlioletti sui passeggini, più monta l’inquietudine. La profanazione della nostra quotidianità. Ecco ciò che stiamo vivendo, noi europei. Come non ci fosse più uno spazio sicuro. Al riparo dall’impazzimento di un mondo che non riusciamo più a riconoscere. Perfino il dubbio che forse, vai a sapere, chissà, la strage di ieri a Monaco potesse non essere messa in conto al terrorismo islamico, un dubbio rimasto appeso a lungo, non è sembrato affatto rassicurante. Anzi, sembrava avere aggiunto insicurezza ad insicurezza: chiunque sia stato, siamo sotto attacco… Qui. A casa nostra. L'editoriale di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera.

Siamo molto fragili, il pericolo è sempre più vicino, Monaco insegna