Nova: un’esplosione dentro di noi

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Qual'è il rapporto tra il corpo e la mente? Qual è "l'anima del cervello"? Chi meglio di un neurologo o di un neurochirurgo saprebbe formulare e rispondere a domande come queste? Quanti pensieri, quante idee si formano nella nostra testa, guidano le nostre azioni, ma a volte sfuggono ad un controllo ordinato. Razionalità buona e passioni violente, senza controllo almeno apparente, animano i personaggi del romanzo Nova di Fabio Bacà, classificatosi fra i cinque finalisti del Premio Campiello e, già in gara, per il Premio Strega. Davide, una delle figure principali del libro è un neurochirurgo diviso fra impegni di lavoro ed una bella famiglia. Davide è mite, razionale, così distaccato a volte dal mondo, da diventare o sembrare vigliacco. Egli è anche e soprattutto un uomo che si "spende" per gli altri con dedizione. Ha seguito le orme del padre, famoso medico toscano, con in quale, già nell'incipit del racconto, si mostra in disaccordo sull'epocale diatriba tra " i localizzazionisti e i plasticisti", come evidenzia Bacà per immergerci da subito nel clima "medico-scientifico" di una famiglia, dove la moglie Barbara è logopedista, ferrea adepta della dieta vegana ed il figlio sedicenne è un grande appassionato di astronomia. Il titolo Nova sembra un omaggio a quest'ultimo amore, ma la citazione di questa nana bianca ci riporta al momento stesso della sua maggiore lucentezza contemporaneo a quello della sua esplosione. Il mistero dell'universo e delle vicende umane si legano ad un filo rosso. Tommaso immagina che, fra miliardi di anni, quando il Sole non eserciterà più la sua funzione, gli uomini si muoveranno nelle sfere celesti in cerca di nuove mondi abitabili. Una risposta necessaria anche a causa dell'aumento vertiginoso della popolazione sulla terra. Gli eventi, come la stella nana, irrompono nell'esistenza di questa famiglia e spezzano equilibri che a volte poi si sistemano, altre modificano le stesse persone e gli ambienti. Barbara, Davide e Tommaso vivono in una casa che è stata costruita ispirandosi ai criteri della bioedilizia, dove i vicini "sono tenuti a distanza da un giardino di salici ed ulivi, pietre nere e trifogli, al punto di destituire quasi completamente il senso del termine vicini di casa." La mitezza e la ragionevolezza di Davide sono messi a dura prova in particolare dai rapporti con Massimo Lenci che era il gestore fino a poco prima di un locale vicino casa loro, dove la musica veniva sparata a decibel non compatibili con un riposo dignitoso, idoneo soprattutto ad un neurochirurgo che al mattino deve operare cervelli umani. Le liti giudiziarie si mescolano agli incontri ravvicinati, spesso minacciosi, sullo sfondo di un'amicizia che sembra nascere fra il figlio del medico, Tommaso, e Giovanni, quello del vicino. Serpeggiano piccoli episodi che si tingono di giallo e di un alone di mistero. La fratellanza che cresce fra Davide e Diego, un giovane uomo che ha perso entrambi i genitori in un terribile incidente provocato dalla disperazione della madre che si è lanciata da un viadotto, apre nuovi visioni del mondo al primo che si trova ad assaporare un Potere che è dentro di lui. Un vissuto difficile riemerge in più di un personaggio del romanzo e la violenza a volte è così strabiliante da sembrare primitiva. La civiltà sembra cozzare con essa e rivelarsi un'erma bifronte. La ferocia, l'aggressività sembrano offrire soluzione a problemi di cui non si riesce a ritrovare il bandolo della matassa, troppo ingarbugliata per trovare il senso delle cose. Le conferme o meglio gli esiti di questi atteggiamenti e pensieri li possiamo ad esempio osservare nei tanti omicidi che riempiono le pagine di cronaca nera dei giornali e distruggono la felicità di molte famiglie. La narrazione scorre lungo le pagine con la naturalezza del vivere quotidiano che ci porta ad attraversare con i suoi protagonisti strade, piazze e parchi di Lucca, fin dentro le sue case. Nel libro ci sono anche, in primis, l'amore che aiuta e la volontà di chi crede ciecamente nella condanna della violenza come soluzione ai problemi, proprio come Barbara. Così fino ad un certo momento anche per Davide che a Diego dirà che: "il miglior momento nella sua professione è quello in cui può dire, dopo un intervento chirurgico, a due genitori che il loro unico figlio ce la farà a sopravvivere". Ma Davide ad un certo momento si troverà fermo ad un bivio, dove il giuramento di Ippocrate, a cui è stato sempre fedele, sembra incrinarsi sotto il peso di un futuro che minaccia di essere nefasto per lui e per chi ama. L'autore, Fabio Bacà è un giornalista marchigiano che si dedica ora alle ginnastiche dolci e che si è fatto conoscere con il romanzo " Benevolenza cosmica" edito come "Nova", da Adelphi.

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