Gli italiani massacrati da un fisco vorace

In Italia, un lavoratore “single”, senza moglie e figli, è sottoposto a un cuneo fiscale del 47,9%. Questo vuol dire che, fatto 100 il costo del lavoro, il carico fiscale pesa per circa la metà. Peggio di noi soltanto Belgio (52,7%) e Germania (49,5%). Decisamente meglio, invece, le nazioni del Nord e dell'Est Europa, attorno al 42%, la Grecia al 40,8% e la Spagna al 39,4%. Il Regno Unito si posiziona al 30,9. Grazie ai benefici sociali per le famiglie, il cuneo fiscale sui nuclei monoreddito con due figli, sempre in Italia, è pari al 39,1%. Percentuale che ci posiziona al secondo posto della graduatoria. La media Ocse è del 26,6%. Numeri insostenibili. Il commento di Carlo Terzano sul sito Lettera43.

Italia, le tasse sempre più su

Leggi tutto...

Tasse in aumento per molti, diminuite per multinazionali

Nei Paesi Ocse il livello di tassazione sulle persone fisiche dal 2008 a oggi è aumentato in media del 6%, secondo i dati di Kpmg, mentre la pressione fiscale sulle imprese è scesa del 5%. (...) Il gettito fiscale perduto è stato compensato dall'aumento di altre imposte, spiega invece l'analisi dell'Ocse, in particolare l'Iva, che nei Paesi Ocse è passata da un'aliquota media del 17,6% nel 2008 al 19,2% nel 2015.L'editoriale di Enrico Marro su Il Sole 24 Ore.

Le tasse diminuiscono ... per i ricchi, per gli altri crescono!

Leggi tutto...

I giovani d'oggi senza una pensione domani

Un recente rapporto dell’Ocse mette in guardia sulle condizioni di vita che i giovani di oggi dovranno affrontare durante la loro vecchiaia. Se in tutti i paesi avanzati lo stato di salute e il livello di reddito delle persone anziane sono notevolmente migliorate nel corso del tempo, non è affatto detto che il trend resti positivo anche nei prossimi anni. Lo stesso miglioramento non si è visto infatti nelle condizioni dei giovani, basti dire che dalla metà degli anni Ottanta a oggi il reddito del gruppo di individui nella fascia di età compresa tra i 60 e i 64 anni è cresciuto in Italia del 25 per cento in più rispetto a quello del gruppo di età 30-34 (figura 1). Un divario particolarmente elevato se si pensa che in media nei paesi Ocse è stato del 13 per cento e che nei paesi anglosassoni la differenza è a sfavore degli anziani. Lo studio di Maria De Paola su il Fatto Quotidiano.

Lavoro, l'incerto futuro dei giovani d'oggi

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS