Lo stradario aggiornato di tutti i miei baci

Lo stradario aggiornato di tutti i miei baci

Un macho che dà del lei ad una donna  prima di un’appassionata notte d’amore è una figura sicuramente misteriosa, forse un po’ camaleontica, ma che sicuramente incuriosisce. Se poi si aggiunge che questo è un prestante maschio siciliano, dallo sguardo intrigante, viene spontaneo interrogarsi su chi è la sua compagna. Il personaggio principale del libro, alla ricerca della natura del vero amore e di chi lo può incarnare, a volte ci appare come una figura donchisciottesca in cerca di chiarezze  in una società sconvolta da troppi rumori ed attrazioni. A primo acchito la femme  in questione potrebbe sembrare un po’ “leggera”, come la scrittrice suggerisce. Un viaggio,  senza muovere i piedi, ma rimanendo incollati alle pagine di un libro lungo quasi 700 pagine,  è il romanzo, compreso nella cinquina dei finalisti del Premio Campiello, “Lo stradario aggiornato di tutti i miei baci”, dentro una spasmodica caccia all’amore e a tutte le  sue possibili forme. L’autrice, Daniela Ranieri, dota la sua protagonista di ogni arma e sagacia possibile per destreggiarsi nei miti dell’età contemporanea, dove il denaro muove le sue pedine per definire amori e successi e le loro combinazioni.  L’ironia serpeggia ed una delle vittime, anche se non ci fa versare lacrime per lui, è un medico e  con lui la  Medicina che in questo libro mostra le carenze e i limiti della sua Storia e della sua fortuna. Cosa vuole il medico chirurgo  in questione, presunto innamorato? Cosa cerca in una donna dopo averne scoperto e studiato la fragilità su un tavolaccio per l’autopsia e quale mito è in grado di ricostruire perché essa torni ad essere il miraggio del suo desiderio. La storia del medico amante si prolunga per svelare altri aspetti, certamente non tutti ideali della professione. La protagonista che racconta le vicende in prima persona,  ci rivela le sfaccettature dell’essere donna  e  le sue paure. E proprio leggendo poche pagine dedicate alla sua ansia: fisica, sofferta, scatenata da tanti pensieri, scopriamo anche aspetti inusitati di questo stato d’animo. Un fatto o cosa incredibile è sicuramente  la scoperta della sua radice o natura ottimistica. E poi … Tutte le storie d’amore ci arricchiscono sottraendoci all’aspra e naturale solitudine? Serve uno stradario dei baci o meglio dell’amore per orientarci. Scrive di questo sentimento  nel tentativo di districarlo e chiarirlo cosi a lei, come a noi,  inserendo  all’inizio di ogni capitolo una frase  di un famoso  scrittore quali Friedrich Nietzsche,  Arthur Schopenhauer, Marguerite Yourcenar, Erodoto, Ovidio, Charles Baudelaire e ancora molti altri. Le parole della protagonista “Io penso che sia tutto un equivoco e un incantesimo, non solo il nostro legame, ma in generale tutta la storia dello stare insieme tra estranei, e che vivere-dormire insieme e amarsi siano cose affatto diverse, che appartengano a insiemi diversi, addirittura avversi … e vivo temendo che da un momento all’altro anche Lui se ne accorga …”  Di quale amore ognuno di noi ha bisogno?  Amore e vita? Dove pende la bilancia per ognuno di essi? Il primo sarà compatibile con la libertà dell’individuo? Dentro le vicissitudini dei suoi viaggi d’amore e, d’uno in particolare, l’autrice svela una  filosofia  della vita meditata e profonda che solo in apparenza, a volte, sembra l’espressione di un atteggiamento svogliato  verso l’esistenza. Ed ecco l’arguta domanda, da scoprire,  che postula al lettore rievocando l’opera “Così fan tutte”scritta dal compositore Mozart, dove appare la natura potremmo dire metamorfica dell’amore. E i dilemmi si moltiplicano mettendo in scena  la variabilità di questo sentimento e così la questione diventa etica fino a sfiorare la moralità dei suoi attori. Quanto buono e giusto diventa lasciare un amore vecchio per quello nuovo? In favore del vecchio sembra battersi la concezione di proprietà borghese, ma la stessa sembra permettere anche la nuova passione che, come in ogni sistema capitalista che si rispetti, butta il vecchio per il nuovo. Anche l’ausilio di teorie economiche-politiche lascia aperta o meglio irrisolta la questione oggetto di tanti tormenti da togliere pace, fame e sonno ad ogni innamorato. Ma ci sono anche gli amori di cui con facilità ci sbarazziamo come una vecchia camicia che non ci piaceva più di tanto. Da ingannati possiamo diventare ingannatori o quasi … Si aprono diversi scenari e prospettive lungo un viaggio dentro il sentimento più ambito. Il libro è stato pubblicato dall’editore Ponte alle Grazie di Firenze.  In relazione alla sua candidatura anche al premio fondato dagli Amici della domenica nel lontano 1947 è stato scritto:  “è un libro coltissimo ma insieme innervato di passioni, amore morte preghiera. È un inganno, non è un memoir,  ed è sincero come può esserlo la letteratura. È un labirinto di carne e parole (e profumi) dove ci si smarrisce, ci si ferma, si torna a leggere. La sua levatura letteraria lo rende più che degno di concorrere per l’assegnazione del Premio Strega.” Patrizia Lazzarin, 29 luglio 2022