Printing evolution a Venezia

Printing evolution a Venezia

L’impatto   economico, ma soprattutto sociale dell’invenzione della stampa è uno dei modi  di lettura della mostra PRINTING EVOLUTION 1450 – 1500 che rimarrà aperta dal 1 settembre 2018 al 7 gennaio 2019, al Museo Correr e nelle sale monumentali della Biblioteca Marciana (qui fino al 30 settembre). L’esposizione rappresenta un primo traguardo, a tutti visibile, di un intelligente e stimolante   progetto dell’Università di Oxford,  denominato 15cBOOKTRADE, finanziato dal Consiglio Europeo delle Ricerche. L’idea che anima il  programma guidato da Cristina Dondi è finalizzata ad ampliare la conoscenza sugli effetti di quest’invenzione.

 E V O L U T I O N,  è termine che proviamo a scandire a chiare lettere,  per fare sentire il suono o meglio l’effetto di quest’innovazione che si traduce in un cambiamento paragonabile  a quello della scoperta della polvere da sparo e della bussola, come affermava già nel 1600 il filosofo inglese Francis Bacon. Questa mostra evidenzia con grafici come i libri a stampa non furono  solo per poche persone, ma divennero uno strumento della vita quotidiana.

  Il Zornale di Francesco De Madiis, un libraio veneziano, registra in maniera puntuale con il loro prezzo i venticinquemila libri venduti, dopo venticinque anni dall'introduzione della stampa a Venezia. Il periodo in osservazione va dal 1484 al 1488. Con soli quattro soldi a Venezia si poteva comperare a scelta un pollo o un salterio per bambini per imparare a leggere: venti soldi equivalevano a una lira e sei lire e quattro soldi corrispondevano a un ducato. Dopo i libri di teologia, di diritto e di letteratura classica, le grammatiche erano fra i prodotti più ricercati dell'editoria, superando di molto la produzione dei testi di musica, d'architettura e di agricoltura. In Europa nel 1500 circolavano milioni di libri non solo per alcuni ceti ma per "tutti". Mezzo milione di questi testi rimane ancora oggi e si trova diviso fra circa quattromila biblioteche europee e americane. La ricerca esemplificata dai testi digitali e cartacei nell'esposizione si basa su cinquantamila di questi incunaboli che sono ubicati in trecentosessanta biblioteche dei due continenti. Come ha sottolineato anche la curatrice della mostra, Cristina Dondi: " gli studi sono ancora in corso, ma si sono voluti divulgare alcuni risultati in quanto espressione di alcuni concetti essenziali della nostra civiltà". La stampa inventata in Cina con blocchi di legno nell'undicesimo secolo e dopo quattrocento anni usata con caratteri mobili di metallo in Corea, solo in Europa divenne una rivoluzione sociale perche si accompagnò all'alfabetizzazione sempre più diffusa e nei secoli favorì una maggior conoscenza del sapere. "PRINTING EVOLUTION è il risultato della collaborazione", come da più parti è stato sottolineato, e vede come partner principali la Fondazione Musei Civici di Venezia, la Biblioteca del Museo Correr, la Biblioteca Nazionale Marciana e il sostegno d' Intesa Sanpaolo.

L'originalità della mostra è lo speciale connubio fra sapere scientifico - tecnologico e cultura umanistica. Possiamo ammirare infatti esemplari provenienti dalle collezioni della Biblioteca Nazionale Marciana e della Biblioteca del Museo Correr e allo stesso tempo possiamo confrontarci con immagini digitali che ci permettono di seguire la circolazione dei libri spiegandocene così anche gli usi di cui diventavano protagonisti. Un esempio: l'Atlante delle prime stampe che visualizza su mappe GIS sia tutti i luoghi di stampa in Europa sia dove sono i 500.000 incunaboli oggi esistenti o ancora il Venice Time Machine, una versione digitale della Pianta di Venezia di Jacopo de' Barbari del 1500, dove si vedono le 200 tipografie che facevano di Venezia la principale città di produzione e distribuzione dei primi libri a stampa. Il progetto 15cBOOKTRADE rende così reale la visualizzazione dei movimenti dei libri nel tempo. In particolare è giusto ricordare come la città di Venezia ci riporti, solo dopo due anni dalla mostra:Aldo Manuzio. Il Rinascimento di Venezia alle Gallerie dell'Accademia, a ragionare sugli esiti sempre nuovi di questa scoperta e lo fa aiutandoci a scoprire dove, il libro spesso stampato a Venezia, veniva poi decorato, ossia nei luoghi dove veniva letto, oppure ci racconta le migrazioni di tanti incunaboli specialmente dopo la soppressione dei conventi. Ci indica anche il ruolo della Chiesa sia nella produzione sia nella fruizione dei libri stampati e il ruolo delle donne, anche monache, nell'editoria. Donne usarono il torchio, scrissero e illustrarono testi e commissionarono libri come nel convento di san Zaccaria a Venezia.

Patrizia Lazzarin